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Lavoro e Fisco, prime ipotesi di NASPI e taglio IRAP

di Barbara Weisz

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Ecco le anticipazioni sull'ammortizzatore sociale universale (NASPI) previsto per marzo dalla Riforma del Lavoro Renzi, mentre le imprese attendono per maggio il taglio di cuneo fiscale e IRAP.

Sempre più fitta l’agenda del nuovo governo: dopo l’approvazione della Delega Fiscale arrivano sollecitazioni sul fronte cuneo fiscale dal mondo delle imprese, mentre prendono forma le prime ipotesi sulla Riforma del Lavoro Renzi nell’ambito delle misure previste dal Jobs Act, con la nuova ASPI già ribattezzata NASPI (sussidio di disoccupazione universale). L’accelerazione sulle riforme economiche si accompagna ai dati ISTAT sulla disoccupazione, a cui il premier ha risposto con un tweet: «la disoccupazione è al 12,9%. Cifra allucinante, la più alta da 35 anni. Ecco perché il primo provvedimento sarà il Jobs Act».

=>Leggi i dati ISTAT sulla disoccupazione

Riforma Lavoro

Il governo intende presentare in Parlamento – prima del del 14 marzo, quando è previsto l’incontro del premier del 14 marzo a Berlino con la cancelliera tedesca Angela Merkel – la sua proposta di riforma del Lavoro. I tecnici del discatero guidato da Giuliano Poletti sono già al lavoro e lo stesso Renzi ha indicato due priorità per la riforma: Contratto Unico a tutele crescenti e nuovo Welfare. Su questo secondo punto, secondo indiscrezioni del politologo Stefano Sacchi, allo studio del Ministero ci sarebbe dunque un sussidio di disoccupazione anche per categorie di lavoratori attualmente esclusi dagli ammortizzatori sociali (come i precari), definito con l’acronimo NASPI. Sarebbe una misura da circa 9 miliardi (2 in più rispetto all’attuale spesa per l’ASPI) dovrebbe tutelare anche i collaboratori a progetto che abbiano prestato opera per almeno tre mesi. Stessi importi previsti per l’ASPI ma estensione a due anni (invece di uno e mezzo) per i lavoratori dipendenti e sei mesi per i collaboratori.

Cuneo fiscale

Nel provvedimento previsto per maggio, ossia la Riforma Fiscale, sarà contenuto l’atteso taglio del cuneo fiscale, forte dell’approvazione della Delega Fiscale al Governo su questa materia (il Ddl prevede regole generali in base alle quali entro 12 mesi dovranno essere emanati i vari decreti delegati). Rete Imprese Italia ricorda che il Ddl contiene «importanti e condivisibili indirizzi, primo tra tutti l’istituzione del fondo per la riduzione della pressione fiscale, che dovrà essere coordinato con l’analoga previsione contenuta nella Legge di Stabilità 2014». Le PMI si attendono che già dal prossimo anno «tutte le maggiori entrate incassate dalla lotta all’evasione, dalla “spending review”, nonché dalla revisione delle “tax expenditures”, siano destinate, inderogabilmente, alla riduzione della pressione fiscale e del cuneo sulle imprese e sui lavoratori». Positivo anche «il principio di rendere neutra, rispetto alla forma giuridica, la tassazione dell’impresa favorendo così la capitalizzazione anche delle imprese di minori dimensioni».

Taglio IRAP

Anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, si concentra sulla necessità di ridurre il cuneo fiscale, schierandosi a favore del taglio IRAP, che «darebbe un impatto più forte nell’immediato sulla competitività delle imprese e sul costo del lavoro». Il riferimento è a una delle ipotesi su cui sta lavorando il governo, che prevede una riduzione secca di quasi il 30% che assorbirebbe per intero i 10 miliardi che l’esecutivo prevede di destinare al taglio del costo del lavoro. L’altra ipotesi prevede invece un taglio dell’Irap meno corposto (da circa 2,5 miliardi) destinando le rimaneti risorse a una riduzione dell’IRPEF per i lavoratori. Soddisfazione anche per l’annunciata intenzione di pagare tutti i debiti della PA verso le imprese.