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Riforma del Lavoro sconosciuta agli imprenditori italiani

di Francesca Vinciarelli

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Imprenditori e manager italiani non conoscono a fondo la Riforma del Lavoro Fornero: ad interessare sono tuttavia le nuove regole su contratto a tempo determinato e a progetto, apprendistato e licenziamento per giustificato motivo oggettivo e giusta causa.

La Riforma del Lavoro, insieme a quella delle pensioni, è tra le più contestate del Governo Monti, eppure non sembrano conoscerla davvero a fondo proprio gli imprenditori italiani e i manager delle imprese, ossia i direttamente interessati accanto ai lavoratori.

Leggi cosa cambia per le imprese con la Riforma del Lavoro

A rivelarlo è uno studio Gi Group in occasione del Roadshow sulla Riforma del Mercato del Lavoro, che si sta fermando nelle diverse città italiane per promuovere una migliore conoscenza della Legge 92/2012.

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Dall’Instant Survey, su un campione di 1.900  imprenditori ed amministratori delegati in tutta Italia, solo il 25% sembra conoscere nel dettaglio la riforma del mercato del lavoro attuata dal Ministro Fornero (uno su quattro).  Addirittura il 21,7% dichiara di non sapere nulla dei contenuti della Legge in vigore da luglio 2012, mentre il 24,5%  dichiara di non essersi ancora informato.

La principale fonte di informazione risulta essere la stampa quotidiana per il 58% del campione, seguita da Internet (35%) e da materiale informativo vario (33%).

Tra le prime cinque modifiche che secondo gli intervistati avranno maggiori conseguenze sulla gestione del personale in azienda ci sono il contratto a tempo determinato (89%), l’apprendistato (52,3%), il licenziamento per giustificato motivo oggettivo (42,4%), il contratto a progetto (37,9%) e il licenziamento per giusta causa (36,8%).

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In generale, è emerso dal sondaggio che la maggioranza degli imprenditori ritiene i contratti di somministrazione il giusto compromesso tra flessibilità lato azienda e tutela non precarizzante lato lavoratore.  A spiegarlo è l’Ad di Gi Group, Stefano Colli-Lanzi: «l’irrigidimento delle condizioni contributive della riforma del lavoro per i contratti a termine e la stretta sulle forme di flessibilità spurie, come partite IVA e co.co.pro, rendono la somministrazione più vantaggiosa in termini di efficienza e tutela».

Riforma Lavoro e Partite IVA: i nuovi contratti 2012

Su tale considerazione pesano le nuove normative sull’Apprendistato (leggi come cambia con la Riforma), introdotte sia dalla riforma del lavoro che dall’emendamento inserito nel decreto Sviluppo, che introducono la somministrazione di apprendisti a tempo indeterminato in tutti i settori produttivi.

Particolare interesse, infine, viene mostrato nei confronti delle modifiche all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori (leggi le novità sul tema), al licenziamento per giustificato motivo oggettivo, alla ricollocazione professionale e al ruolo dell’indennizzo.

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La riforma dell’articolo 18