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Riforma del Lavoro: sì del Senato, ecco le novità

di Francesca Vinciarelli

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La riforma del lavoro passa al Senato con voto di fiducia su quattro emendamenti. Riviste le regole per la flessibilità in entrata e in uscita, ma anche sugli ammortizzatori sociali. Le novità, in attesa dell'esame alla Camera.

Il Ddl sulla riforma del lavoro è passato al Senato, approvato in prima lettura, e ora il disegno di legge che revisiona il mercato del lavoro in Italia passa alla Camera.

Come preannunciato, vista la grande mole di emendamenti presentati, il Ddl sulla riforma del lavoro è stato spacchettato in quattro emendamenti con lo scopo di velocizzare i tempi di approvazione, evitando la discussione su di un unico maxi emendamento.

Il Senato ha così votato la fiducia sui quattro emendamenti alla riforma del lavoro, che ora si appresta al voto finale per entrare in vigore entro l’estate.

Tra le novità introdotte durante l’esame del provvedimento in Commissione Lavoro spiccano quelle sulla flessibilità in entrata e in uscita (o meglio sulll’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori) e quelle sugli ammortizzatori sociali.

Nel particolare, confermato il salario base per i Co.co.pro. e il rafforzamento, in via sperimentale, dei tre anni per l’indennità di disoccupazione una tantum. Per il lavoro a tempo determinato, invece, si raddoppia la possibile durata del primo contratto senza causale da sei mesi ad un anno, con la possibilità per i contratti collettivi di prevedere in alternativa una franchigia oggettiva nel limite del 6% dei lavoratori occupati nell’unità produttiva. Il periodo di intervallo tra più contratti passa inoltre da 60 e 90 giorni a 20 e 30.

Riviste e alleggerite poi le regole per le partite IVA, ritenute vere collaborazioni in caso di un reddito annuo lordo da lavoro autonomo di almeno 17 o 18 mila euro.

Via libera poi al l’avvio del lavoro a chiamata o intermittente tramite sms, fax o posta elettronica certificata.

Il tanto discusso articolo 18 viene modificato concedendo il reintegro in caso di licenziamento per motivi disciplinari sulla base di quanto disposto nei contratti collettivi, senza riferimento alla legge.

In più il licenziamento disciplinare diventerà effettivo nel momento in cui il lavoratore riceverà la comunicazione con la quale il procedimento viene avviato, senza nessun blocco in caso di malattia, ma solo in caso di maternità o infortuni sul lavoro.

Semplificata la procedura per concedere sgravi contributivi in caso di premi produttività con uno stanziamento per il 2012 di 650 milioni di euro.

Sì anche alla delega che introduce in Italia forme di partecipazione dei lavoratori agli utili o al capitale dell’impresa, recependo la direttiva europea.

Confermata poi la possibilità di prendere per intero l’indennità di disoccupazione (Aspi) in un’unica soluzione volendo avviare un’attività di lavoro autonomo, in via sperimentale per tutto il periodo 2013-2015 e con un limite di 20 milioni per ciascuno dei tre anni.

L’assunzione di lavoratori con contratto di apprendistato sarà possibile anche nel caso in cui si superi la quota del 50% delle conferme, mentre per i congedi di paternità si conferma l’obbligo di un giorno nei primi cinque mesi di vita del figlio e la possibilità di usufruire di altri due giorni, in alternativa alla madre.

Infine le imprese commerciali e gli studi professionali potranno usufruire del lavoro tramite voucher con un tetto di 2mila euro a favore di ciascun committente.

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Ecco il testo della Riforma compensiva dei nuovi emendamenti

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