Tremonti sul Dpef: siamo in linea con gli impegni internazionali

di Alessandro Vinciarelli

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In audizione sul Dpef al Senato il ministro Tremonti ha difeso le azioni intraprese dal Governo per sostenere il tessuto produttivo italiano dichiarando di essere in linea con gli impegni assunti a livello internazionale

Si parla ancora di Dpef in Senato, dopo il sì della scorsa settimana, il ministro dell’economia Giulio Tremonti, in audizione alle commissioni Bilancio e Finanze del Senato, ha sottolineato i punti principali del Documento di programmazione economica finanziaria: finanza pubblica, credito alle imprese e tenuta struttura sociale e liquidità.

Il ministro ha inoltre ricordato l’importanza di questo Dpef poichè l’ultimo in attesa della legge di riforma del bilancio.

Tremonti si dichiara poi soddisfatto di quanto fatto dal governo italiano per fronteggiare la crisi, rivendicando le diverse azioni intraprese per sostenere il tessuto produttivo: «l’impressione in Italia e all’estero, è che il Governo abbia operato in modo corretto, appropriato. Credo che abbiamo fatto le azioni possibili e compatibili con la realtà e le nostre possibilità».

Gli ultimi dati macro corretti per ciclo sembrano inoltre confermare una tenuta delle entrate in Italia, per il ministro è quindi fondamentale il federalismo, per la lotta all’evasione fiscale. Mentre il calo dell’Iva sarebbe al di sotto di quello di altri Paesi europei.

In audizione al Senato, il ministro dell’Economia ha poi dichiarato che «le previsioni contenute nel Dpef sono in linea con gli impegni assunti a livello internazionale», ricordando come tutte le iniziative sono state prese pensando alla tenuta e la conservazione della struttura produttiva italiana tenendo aperto il canale del credito dalle banche alle imprese.

Infine Tremonti lancia una nota positiva sulla situazione italiana: «Questo Paese, terminata questa crisi, noi crediamo abbia buone prospettive. »Osservando che «Per la prima volta la velocità media di crescita del deficit e del debito in Europa è superiore a quella dell’Italia. Non credo che la prudenza nella crisi sia un carattere negativo ».