OCSE e ILO, allarme occupazione: +10% nel 2009 e tempi bui per 4/5 anni

di Noemi Ricci

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Mentre l'OCSE lancia l'allarme occupazione in Italia, si conclude il Vertice mondiale ILO sulla crisi del lavoro, che esorta a combattere con forza la disoccupazione per non rischiare altri 4-5 anni di crisi occupazionale

Si conclude oggi il Vertice sulla crisi mondiale dell’occupazione di Ginevra, che vede capi di Stato e di governo, ministri del lavoro, dirigenti di organizzazioni imprenditoriali e sindacali riuniti da ieri fino a mercoledì per discutere di politiche sul lavoro nazionali e internazionali per combattere la crescita della disoccupazione nel mondo.

In apertura dell’evento ILO (International Labour Organization), il Direttore generale, Juan Somavia, ha esortato ad un’azione rapida contro la disoccupazione, che rischia di durare 4/5 anni in più della crisi economica.

Un andamento che porterà nel 2009 fino a 59 milioni di disoccupati, oltre a quelli già in questa condizione negli ultimi 18 mesi, per un totale complessivo compreso tra i 210 e i 239 milioni.

Secondo le ricerche dell’ILO, infatti, tra maggio 2008 e febbraio 2009 si è assistito ad un aumento della disoccupazione del 53% medio in 19 paesi con economie emergenti, dove insieme ai paesi in sviluppo il problema è ancora più acuto. Nell’area OCSE i fondi pensione privati hanno perduto il 20% del valore nel 2008.

Preoccupazioni, quelle dell’ILO, supportate dalle rilevazioni trimestrali di Eurostat, che rivelano come nel primo trimestre 2009 l’occupazione della zona euro abbia subito una perdita di 1 milione 220 mila posti di lavoro (-1,2%) rispetto al primo trimestre del 2008. Il tasso di disoccupazione medio è salito al 9,2%, con un aumento in Italia del +0,8% .

L’economia mondiale non può permettersi un riassorbimento della disoccupazione così ritardato rispetto alla ripresa economica. È necessario che al centro delle politiche pubbliche e delle decisioni delle imprese vi sia la rapida ripresa dell’impiego e la protezione sociale .

Il calo dell’occupazione è causato dalla stasi e dal fallimento di molte aziende. Per combattere efficacemente il pericolo di una crisi sociale bisognerebbe creare almeno 300 milioni di posti di lavoro a livello mondiale nei prossimi cinque anni.

Per cercare di avviare una ripresa, 32 paesi sviluppati, tra i 40 esaminati dall’ILO, hanno stimolato la domanda globale con misure di riequilibrio dei bilanci e con tassi di interesse bassi, con un impiego di circa 2 miliardi di dollari per il 90% dai membri del G20.

Ricordando che le politiche sociali e per l’impiego attualmente non rappresentano che il 10-15% dei piani di rilancio mondiale, il segretario generale dell’ILO ha auspicato l’adozione di un “Patto mondiale per l’occupazione“, volto all’inserimento delle questioni del Lavoro e del Welfare all’interno dei piani di rilancio delle maggiori economie mondiali.

Intanto, anche l’OCSE ha lanciato un allarme recessione con tutte le sue ricadute occupazionali, puntando l’indice proprio sull’Italia che a sorpresa è in recessione nonostante la solidità delle sue banche: il Rapporto OCSE prevede a fine 2009 un crollo del nostro PIL a -5,3% e soprattutto un incremento della disoccupazione che, per fine anno potrebbe toccare la soglia del +10%.

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