Banche e Pmi: Italia indietro nei servizi online

di Alessandro Vinciarelli

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Rapporto DigitalFinance: solo 5 istituti su 15 offrono adeguati servizi di banking online in Italia e la quota di soluzioni per Pmi rimane al di sorto del 10% a fronte di un potenziale di 8 milioni di utenti per servizi finanziari online

in Italia l’evoluzione tecnologica – almeno in alcuni settori dell’economia – sembra procedere più lentamente rispetto ad altri paesi europei. D’altro canto, per rimanere competitivi diventa sempre più urgente garantire alle aziende un quadro di servizi completo, sopratutto alle Pmi che spesso mancano di sufficienti “forze di traino” interne.

Purtroppo, lo scenario frammentato che si registra in Italia in termini di supporto IT integrato alle tradizionali linee di servizi – lasciando l’innovazione in secondo piano – è un dato che si conferma anche a livello di banking online per piccole e medie imprese.

Secondo il rapporto DigitalFinance sui servizi online del mondo finanziario, la realtà italiana è poco rassicurante, con un’offerta bancaria scarsamente dinamica, nonostante la crescente fiducia dei clienti nell’utilizzo di servizi bancari su Web.

A fine del 2007, tra i 15 istituti principali non tutti proponevano servizi per le Pmi. Tra questi, infatti, soltanto 5 hanno mostrato di voler puntare sulle soluzioni online: UniCredit, Banca Intesa, Sanpaolo, Bancoposta e Monte dei Paschi.

In testa Unicredit, con 250 mila clienti, che fruiscono di servizi dedicati alle imprese (14% del totale). Considerando che il mercato del banking online raccoglie 8 milioni di potenziali utenti, è facile comprendere come in Italia si sia ancora indietro.

Il tutto, anche alla luce dei dati che indicano l’uso dei servizi per le imprese è ancora al di sotto del 10% di tutto il mercato banking online, con 2/3 dei servizi per Pmi offerti soltanto dai primi cinque istituti bancari.