Aziende, troppa poca innovazione

di Tullio Matteo Fanti

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Le aziende non sembrano aver ancora introiettato l'importanza della tecnologia. Secondo gli esperti serve una iniezione culturale affinché gli imprenditori ne colgano le potenzialità

Aziende poco pronte a sfruttare le nuove tecnologie per innovarsi e a coglierne le potenzialità in virtù del valore aggiunto in grado di offrire al proprio business: è quanto emerso nel corso del convegno ‘Innovazione e cambiamento: le imprese del Friuli Venezia Giulia sono pronte ad innovare?’ presente all’interno di Innovaction, terzo Salone dell’innovazione al servizio dell’impresa.

Secondo il direttore di Friuli Innovazione Fabio Feruglio, bisognerebbe operare una vera e propria iniezione culturale affinché gli imprenditori comprendano l’importanza di portare le nuove tecnologie verso i propri collaboratori e ne colgano le potenzialità, sinora alquanto trascurate.

Guido Nassimbeni, docente della facoltà di ingegneria dell’omonimo ateneo udinese, focalizza l’attenzione sull’innovazione, la quale permette la creazione di infrastrutture digitali collaborative.

Secondo Nassimbeni è inoltre utile «superare le ottiche autarchiche ed individualiste e passare da una visione dell’impresa focalizzata sul superamento dei costi ad una centrata sulla generazione di valori». Inoltre, si rende necessario «un intervento integrato sia sul fronte tecnologico che su quello organizzativo, soprattutto ora che le pedine aziendali si giocano su quadranti di posizionamento internazionale ».

Secondo il docente della facoltà di economia dell’Università di Udine Daniel Pittino, le PMI friulane sono caratterizzate dalla propensione a strutturarsi in gruppi di aziende, le quali creano accordi contrattuali anche oltre confine. In tale ottica, l’utilizzo della tecnologia diviene ancora più importante per la gestione delle aziende e per garantire una capacità di innovazione. Non è sufficiente però acquisire la tecnologia, ma è necessario assimilarla e tradurla in risultati. Particolare enfasi viene data alle tecnologie collaborative: email, Web 2.0 e conferenze via Web.

Nel corso dell’incontro, infine, è stato presentato un progetto che Friuli Innovazione e l’Associazione degli Industriali della Provincia di Udine stanno sviluppando con IBM Italia: un modello di autodiagnosi basato su un questionario accessibile attraverso il web.