Nel 2017 meno tasse e più lavoro

di Noemi Ricci

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L'analisi della CGIA Mestre sulle stime relative all'andamento dell'economia, della pressione fiscale e del tasso di occupazione in Italia nel 2017.

Quello appena iniziato si preanuncia un anno caratterizzato da una riduzione delle tasse, soprattutto grazie alla riduzione dell’IRES, e da un aumento dei posti di lavoro, anche se difficilmente si arriverà ai livelli pre-crisi (2007) prima del 2024. Sono le stime elaborate dall’Ufficio studi della CGIA Mestre che prevede in particolare una pressione fiscale destinata a scendere al 42,3% (-0,3%), un aumento del PIL di un punto percentuale e del numero di occupati di 112.000 (i disoccupati dovrebbero scendere di conseguenza a 84.000 persone).

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Le previsioni sono state elaborate sulla base dei dati di contabilità nazionale pubblicati dall’ISTAT il 23 settembre 2016 e relativi al PIL reale (concatenato al 2010) e alle previsioni di Prometeia sugli scenari delle economie locali di ottobre 2016.

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Solo nel 2024 si riusciranno a recuperare gli 8,7 punti percentuali di PIL persi tra il 2007 e il 2013, mentre attualmente l’economia italiana risulta essere ai livelli del 2000, i consumi delle famiglie si risolleveranno solo nel 2021, mentre gli investimenti non prima del 2032. Tra il 2007 ed il 2013 il tasso di disoccupazione è passato da 6,1% al 12,1%, per arrivare all’11,5% nel 2016 e tornare al 6% solo nel lontano 2032. Insomma la ripresa in Italia va, e andrà nei prossimi anni, al rilento, al di sotto della media UE dove, ad esempio, nel 2017 si prevede un aumento dell’1,6% del PIL, contro l’1% italiano.

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Il segretario della CGIA, Renato Mason, commenta:

«A differenza di quanto è successo per buona parte del 2016, speriamo che il Governo Gentiloni torni a discutere e a decidere sui grandi temi: come creare lavoro, quali politiche industriali sviluppare, come affrontare le sfide che l’economia internazionale ci pone. Abbiamo bisogno di intervenire su questi argomenti, altrimenti rischiamo di veder aumentare le disuguaglianze sociali che stanno minando la coesione sociale del nostro Paese».

CGIA 2017-01-11 at 19.40.20Fonte: CGIA Mestre.