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Proroga Opzione Donna: fondi disponibili

di Barbara Weisz

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Iniziativa al Senato per riaprire l'Opzione Donna: requisito del diritto alla pensione al 31 dicembre 2015 e non della decorrenza dell'assegno, aggirando i paletti INPS.

I soldi ci sono: l’INPS ha a disposizione 976,684 milioni avanzati dai fondi stanziati per l’Opzione Donna nel 2004, quindi potrebbe concedere questa forma di pensione anticipata a chi matura i requisti entro il 31 dicembre 2015 senza restrizioni sulla decorrenza pensionistica: è la posizione dalle senatrici PD Patrizia Manassero e Annamaria Parente, che annunciano l’intenzione di intervenire in Senato per chiedere a Governo e ministero dell’Economia la proroga dell’Opzione Donna. Le senatrici si inseriscono nel solco tracciato dal presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, che ha avviato analoga iniziativa:

«anche noi senatori del PD, come i deputati della Commissione Lavoro abbiamo deciso di intervenire in Aula finché non otterremo una modifica delle circolari».

Alla fine di ogni seduta di Palazzo Madama, verranno letti i comunicati dei comitati INPS di diverse Province e Regioni che si sono espressi in senso positivo per le lavoratrici.

=> Opzione Donna per la pensione anticipata

 L’Opzione Donna è esercitabile con 57 o 58 anni di età, rispettivamente per lavoratrici dipendenti o autonome, con 35 anni di contributi, accettando un assegno calcolato interamente con il metodo contributivo. Il problema è noto: l’INPS ha limitato il ricorso all’Opzione Donna limitandola a coloro che maturano il requisito della decorrenza della pensione dal 31 dicembre 2015, escludendo il diritto ad andare in pensione alla stessa data. Significa introdurre

«una restrizione dai 15 ai 21 mesi, un arco temporale in cui sono molte le donne che maturano i requisiti per la pensione. Sono lavoratrici che tutte insieme hanno iniziato una class action per il rispetto dei loro diritti».

=> Pensione Opzione Donna: class action al TAR Lazio

Al momento, la posizione INPS relativa all’Opzione Donna è la seguente: resta il criterio restrittivo che prevede il requisito della decorrenza della pensione al 31 dicembre, ma restano anche aperti i termini per presentare domanda da parte di tutte le lavoratrici che maturano il diritto alla pensione entro il prossimo 31 dicembre. In pratica, queste domande non saranno respinte, ma tenute in una sorta di stand by in attesa di chiarimenti da parte del Ministero del Lavoro.

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