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Tirocini formativi: retribuzione stage, disciplina e tutele

di Noemi Ricci

Guida alla disciplina del tirocinio formativo: cosa sono gli stage, la normativa di riferimento, i vincoli e le tutele della legge per i tirocinanti.

Il periodo di orientamento e formazione professionale definito come tirocinio formativo o stage, consente di acquisire le competenze pratiche per lavorare in un determinato settore produttivo. Solitamente inserito all’interno di un contesto lavorativo, funge da ponte tra sistema scolastico e il mondo del lavoro, agevolando le scelte professionali.

Tirocini formativi: normativa di riferimento

Il più recente intervento normativo in materia è stato compiuto dalla Legge di Bilancio 2022 (articolo 1, commi 720-726), che ha disposto la limitazione della platea dei destinatari ai soli “soggetti con difficoltà di inclusione sociale”.

La modifiche sostanziali alla disciplina dei tirocini formativi erano invece arrivate con la Riforma Fornero, che ha posto fine all’abuso del tirocinio per abbattere i costi a carico dell’azienda. La Legge 92/2012 ha imposto a Stato e Regioni di stabilire linee guida di regolamentazione dei tirocini formativi uguali su tutto il territorio nazionale e con rimborsi spese minimi inderogabili.

Stage aziendale: il progetto formativo

Attualmente, in caso di impiego di stagisti, viene richiesta l’attivazione di un progetto formativo:

  • previsto da un’apposita convenzione tra l’ente promotore, che può essere un soggetto pubblico o privato (università, scuola superiore, agenzia per l’impiego, centro di formazione, ecc.), e il soggetto ospitante, ovvero il datore di lavoro, pubblico o privato (azienda, studio professionale, cooperativa, ente pubblico ecc.);
  • predisposto dall’azienda ospitante che deve altresì garantire la presenza di un tutor come responsabile didattico;
  • contenente:
    • gli obiettivi;
    • le modalità di svolgimento;
    • il nome del tutor e del responsabile aziendale;
    • gli estremi identificativi delle polizze assicurative;
    • la durata ed il periodo di svolgimento del tirocinio;
    • il settore aziendale all’interno del quale si svolgerà il tirocinio.

Tirocinio in azienda: quanto dura?

Il periodo di stage ha una durata massima che varia a seconda della tipologia di tirocinio che si sta svolgendo:

  • tirocini in favore di studenti che frequentano la scuola secondaria: 4 mesi;
  • tirocini formativi e di orientamento: 6 mesi;
  • tirocini di inserimento e reinserimento: 12 mesi;
  • tirocini in favore di soggetti svantaggiati: 12 mesi;
  • tirocini per i soggetti disabili: 24 mesi.

Tirocinanti: quale numero massimo?

La legge stabilisce un numero massimo di tirocinanti che possono operare contemporaneamente nella stessa organizzazione:

  • 1 tirocinante nelle aziende con fino a cinque dipendenti a tempo indeterminato;
  • 2 tirocinanti per aziende con 6-19 dipendenti;
  • 10% del numero complessivo dei dipendenti a tempo indeterminato se l’azienda ha più di 20 dipendenti.

Tirocinanti: quali tutele?

Il tirocinio non si configura come rapporto di lavoro, ma i tirocinanti hanno diritto ad alcune tutele in casi di malattia di lunga durata (pari o superiore ad un terzo del tirocinio) o maternità, che si traducono in una sospensione del tirocinio che non concorre al computo della durata complessiva del tirocinio sopra indicata.

I tirocinanti devono essere assicurati presso l’INAIL dai soggetti promotori, che devono anche stipulare una polizza per la responsabilità civile verso terzi per i danni eventualmente causati dal tirocinante nel corso delle attività svolte, se comprese nel progetto formativo.

Retribuzione stage: quale indennità?

Per lo stage curriculare (tirocinio finalizzato al conseguimento di un titolo di studio) non vige obbligo di indennità mentre è obbligatoria l’indennità per il tirocinante in stage extra-curriculare non inferiore a 300 euro lordi mensili, che le Regioni possono elevare nella messa a punto delle norme regionali. Sono previste sanzioni in caso di mancato pagamento di tale indennità (multa da un minimo di € 1.000,0 a un massimo di € 6.000,00).

L’indennità deve essere corrisposta solo a fronte di una partecipazione minima, pari al 70%, del tirocinante alle attività calcolata su base mensile. Da precisare che tale indennità è configurabile come un reddito da lavoro assimilato (art. 50 TUIR) ma non comporta la perdita dello stato di disoccupazione.

Tirocinio formativo: obiettivi finali

Dunque, il tirocinio formativo, o stage, deve garantire al tirocinante le conoscenze e competenze necessarie a raggiungere gli obiettivi formativi previsti dal suo progetto individuale.

Al termine del tirocinio viene valutato il raggiungimento degli obiettivi formativi tramite il Servizio Regionale di Formalizzazione e Certificazione delle competenze (SRFC), erogato dal soggetto certificatore scelto dal tirocinante, e quindi rilasciata un’attestazione finale che documenta le attività svolte e l’ambito di attività, agevolando così la loro spendibilità per l’inserimento nel mercato del lavoro.