Un artigiano che si fa male in cantiere non ha diritto alla malattia INPS perchè non è un dipendente e non percepisce indennità. Nel frattempo le scadenze con i committenti restano lì ad aspettarlo. Il rinnovo del CCNL Edilizia Artigianato del maggio 2025 ha colmato questa lacuna, istituendo il Fondo Artigianato Qualificazione e Sviluppo (FAQS) che dal 1° gennaio 2026 eroga un sostegno economico diretto al titolare costretto a fermarsi per motivi di salute.
Il Regolamento attuativo è stato firmato il 10 febbraio 2026 da ANAEPA Confartigianato Edilizia, CNA Costruzioni, FIAE Casartigiani, CLAAI Edilizia e dalle organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil.
Diaria da 80 euro ad artigiani e titolari di PMI edili
I beneficiari delle prestazioni assistenziali sono gli imprenditori artigiani e i titolari di piccole e medie imprese industriali dell’edilizia che applicano il contratto. Per i dipendenti nulla cambia e restano invece attivi i consueti strumenti INPS a tutela del lavoro subordinato.
La prestazione centrale del FAQS è la diaria giornaliera di 80 euro riconosciuta all’imprenditore che si trova nell’impossibilità temporanea di svolgere la propria attività a causa di malattia, infortunio o gravi patologie. Il sostegno è erogato fino a un massimo di 45 giorni all’anno, per un valore massimo annuo di 3.600 euro.
Le modalità di accesso, i documenti da presentare e i termini di domanda sono disciplinati dal Regolamento del Fondo, la cui applicazione è demandata alle singole Casse Edili e Edilcasse territoriali. Le imprese che vogliono verificare la propria posizione o presentare richiesta devono rivolgersi alla Cassa di competenza in base alla sede aziendale.
Il confronto con la situazione precedente è immediato: fino al 2025 un artigiano edile fermo per un mese per infortunio non riceveva nulla di diretto dal sistema contrattuale. Oggi, con 31 giorni di stop certificato, può accedere a 2.480 euro di indennità. Non è una sostituzione del reddito, ma è un ammortizzatore che prima non esisteva.
Chi e come si finanzia il FAQS
Il Fondo viene alimentato da un versamento mensile a carico delle imprese, obbligatorio dal 1° ottobre 2025 per tutte le aziende che applicano il CCNL Edilizia Artigianato e PMI. E’ pari a 2 euro per ogni dipendente in forza, a prescindere dalla qualifica (operaio, impiegato, apprendista) e dalla tipologia di contratto. I versamenti transitano attraverso le Casse Edili e le Edilcasse territoriali, che gestiscono le prestazioni su scala locale garantendo uniformità di accesso in tutta Italia.
Rimborsi per rimodulazione oraria alle imprese virtuose
Il Regolamento introduce una seconda prestazione, legata questa volta all’organizzazione del lavoro in cantiere. Le imprese che applicano la rimodulazione dell’orario settimanale nei casi previsti dal CCNL possono ottenere dal Fondo una sorta di rimborso, nella forma di contributo pari all’importo lordo delle ore eccedenti l’orario ordinario, entro i limiti annuali stabiliti.
Sono ammesse alla premialità esclusivamente le aziende in possesso dei requisiti di “virtuosità” definiti nell’Allegato A-2025 del contratto, che includono — tra gli altri — la regolarità contributiva, il rispetto degli obblighi formativi, l’iscrizione in Cassa Edile e il possesso del certificato di congruità. Le imprese che soddisfano i requisiti possono attivare la rimodulazione dell’orario nei periodi di maggiore intensità lavorativa o in caso di avversità atmosferiche che non consentano il ricorso agli ammortizzatori sociali, con preventiva comunicazione ai dipendenti e alle sigle sindacali territoriali.
In sostanza, il FAQS funziona su due binari distinti: uno assistenziale, rivolto al titolare nei momenti di difficoltà personale; uno premiale, rivolto alle imprese che gestiscono il lavoro in modo regolare e flessibile. La gestione affidata alle Edilcasse territoriali è pensata per garantire tempi di risposta rapidi e un accesso uniforme su tutto il territorio nazionale.