Cedolino più ricco per molti lavoratori: tra le voci retributive nella busta paga dei dipendenti figura infatti anche la festività del 4 novembre, data che in Italia non si celebra più come giorno non lavorativo ma che resta pagato come festività soppressa. Dal prossimo anno si rinnova inoltre il calendario delle festività retribuite, con una new entry decisa dal Governo Meloni: si tratta del 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.
Vediamo dunque, alla luce di queste novità, come si prospetta il calendario 2026 delle festività e dei ponti.
Come funziona la festività del 4 novembre
La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, che ricorre il 4 novembre, viene oggi retribuita come festività non goduta. In pratica, ai lavoratori spetta una somma aggiuntiva in busta paga o, a seconda del contratto collettivo, un permesso retribuito di pari valore. Nel pubblico impiego l’importo è riconosciuto automaticamente ogni anno, mentre nel settore privato la modalità varia in base al CCNL applicato: alcuni prevedono il pagamento diretto, altri l’accumulo di ore compensative nella banca ore.
Nel 2026 il 4 novembre cadrà di mercoledì e, come sempre, sarà un normale giorno lavorativo ma con diritto alla retribuzione aggiuntiva. Se la data coincide con una domenica, il diritto resta: la festività soppressa è comunque riconosciuta economicamente.
Si tratta di un’eredità normativa che risale alla legge n. 54 del 1977, quando furono eliminate alcune festività civili per aumentare la produttività, mantenendo però il diritto economico dei lavoratori a riceverne il compenso.
Oltre al 4 novembre, continuano a essere considerate festività soppresse le giornate di San Giuseppe (19 marzo), Ascensione e Corpus Domini (entrambe a data mobile), e Santi Pietro e Paolo (29 giugno, salvo che per Roma dove resta festiva). Tutte sono retribuite in busta paga o convertite in permessi retribuiti, secondo le previsioni dei CCNL
Dal 2026 arriva la nuova festività nazionale di San Francesco
La principale novità per il calendario 2026 sarà però l’introduzione di un nuovo giorno festivo. Con la legge approvata nel 2025, il Parlamento ha istituito il 4 ottobre come Festa nazionale di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. A partire dal 2026, la ricorrenza diventa una festività civile a tutti gli effetti, quindi non lavorativa e retribuita come le altre festività nazionali. Per le imprese e i lavoratori questa novità comporterà un giorno di riposo retribuito aggiuntivo nel calendario annuale. Gli uffici pubblici e le scuole resteranno chiusi, mentre nel privato si applicheranno le regole previste dai contratti collettivi. La misura è stata accolta positivamente da molte organizzazioni culturali e religiose, che vedono nella giornata un simbolo di coesione nazionale e identità civile.
Le festività retribuite nel 2026
Nel 2026 i giorni festivi retribuiti passeranno a 13, con l’ingresso del 4 ottobre e la conferma delle festività soppresse retribuite, tra cui il 4 novembre. Ecco l’elenco completo:
| Festività | Data | Giorno settimana |
|---|---|---|
| Capodanno | 1 gennaio 2026 | giovedì |
| Epifania | 6 gennaio 2026 | martedì |
| Pasqua | 5 aprile 2026 | domenica |
| Lunedì dell’Angelo | 6 aprile 2026 | lunedì |
| Festa della Liberazione | 25 aprile 2026 | sabato |
| Festa del Lavoro | 1 maggio 2026 | venerdì |
| Festa della Repubblica | 2 giugno 2026 | martedì |
| San Francesco d’Assisi | 4 ottobre 2026 | domenica |
| Ognissanti | 1 novembre 2026 | domenica |
| Giornata Unità Nazionale | 4 novembre 2026 | mercoledì |
| Immacolata Concezione | 8 dicembre 2026 | martedì |
| Natale | 25 dicembre 2026 | venerdì |
| Santo Stefano | 26 dicembre 2026 | sabato |
I ponti del 2026
Il 2026 offrirà diverse occasioni di ponte e weekend lunghi. Le più favorevoli riguardano il 1° maggio (venerdì), il 2 giugno (martedì) e l’8 dicembre (martedì). Natale e Santo Stefano cadranno rispettivamente di venerdì e sabato, garantendo un lungo fine settimana festivo. Con l’introduzione del 4 ottobre, le aziende potranno valutare nuove pianificazioni per ferie e chiusure, considerando anche le giornate retribuite non godute come il 4 novembre.