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Assegno di invalidità: integrazione al minimo pensione sempre dovuta

di Teresa Barone

8 Luglio 2025 08:00

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L’assegno di invalidità, dove spettante, va integrato al minimo a prescindere dal sistema di calcolo pensione: nuova sentenza della Corte Costituzionale.

L’assegno di invalidità può essere integrato al minimo in ogni caso, a prescindere dal sistema di calcolo che sia contributivo, retributivo o misto. Ad affermarlo è stata la Corte Costituzionale con la sentenza n. 94/2025, decisione che ha ritenuto illegittimo il passaggio normativo, nell’ambito della Riforma Dini, sul blocco dell’integrazione al minimo per gli assegni ordinari di invalidità calcolati solo con il sistema contributivo.

Secondo i giudici della Consulta, in presenza di un assegno di invalidità è sempre possibile applicare l’integrazione al trattamento minimo INPS, comprendendo quindi sia coloro che hanno svolto attività lavorativa prima del 31 dicembre 1995 con regime retributivo o misto, ma anche chi ha lavorato con regime contributivo dal 1° gennaio 1996.

L’integrazione al minimo della prestazione previdenziale in generale, e dell’assegno ordinario di invalidità in particolare, svolge la funzione di garantire che il trattamento pensionistico raggiunga quel livello base, ritenuto necessario ad assicurare al pensionato mezzi adeguati alle «esigenze di vita».

Sulla base di questo principio, quindi, l’esigenza di garantire i mezzi adeguati alle esigenze di vita resta identica indipendentemente dal sistema adottato per determinare il trattamento pensionistico.