Il cedolino della pensione di aprile 2026 è consultabile online nell’area riservata del portale INPS dal 20 marzo. Il pagamento parte il 1° aprile per tutti i pensionati, ma questo mese non è ordinario: circa 15.000 pensionati si trovano davanti a una trattenuta che può avvicinarsi ai 1.000 euro, conseguenza di un errore nei calcoli delle detrazioni fiscali commesso dall’INPS nel 2025. Per tutti gli altri, l’assegno di aprile tornerà al valore ordinario dopo gli straordinari di marzo — risultando più basso rispetto al mese precedente, ma per ragioni ben precise.
Le date di pagamento della pensione di aprile 2026
La pensione di aprile 2026 viene accreditata mercoledì 1° aprile, primo giorno bancabile del mese. La data è unica per tutte le modalità di riscossione: conto corrente bancario, conto o libretto postale e ritiro in contanti agli sportelli di Poste Italiane. Per chi sceglie il ritiro allo sportello, Poste Italiane suggerisce un calendario orientativo per iniziale del cognome, utile per distribuire gli accessi ed evitare code:
- cognomi A-B: mercoledì 1° aprile;
- cognomi C-D: giovedì 2 aprile;
- cognomi E-K: venerdì 3 aprile;
- cognomi L-O: sabato 4 aprile (solo al mattino);
- cognomi P-R: martedì 7 aprile;
- cognomi S-Z: mercoledì 8 aprile.
Il turno è indicativo, non vincolante. Il prelievo in contanti è ammesso esclusivamente per importi netti non superiori a 1.000 euro: chi riceve un assegno di importo maggiore è tenuto a comunicare all’INPS un conto corrente bancario o postale per l’accredito. I titolari di Libretto di Risparmio, conto BancoPosta o Postepay Evolution possono in alternativa prelevare direttamente dai Postamat.
Assegno di aprile più basso di marzo, fine degli arretrati
Molti pensionati si accorgeranno che l’importo di aprile è inferiore a quello percepito il mese precedente. Non si tratta di nuove trattenute: la differenza è dovuta alla fine degli arretrati straordinari accreditati a marzo. Con il cedolino di marzo 2026, l’INPS aveva applicato per la prima volta le nuove aliquote IRPEF della Legge di Bilancio 2026 e restituito i conguagli di gennaio e febbraio per la riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% sul secondo scaglione di reddito. A ciò si aggiungevano gli arretrati dell’aumento della maggiorazione sociale per i trattamenti più bassi, pari a circa 20 euro al mese — con tre mensilità cumulate su quello stesso cedolino. Ad aprile queste voci straordinarie non compaiono più: l’assegno torna alla quota ordinaria, strutturalmente più bassa di quella percepita a marzo.
Recupero INPS e trattenute fino a 1.000 euro per 15.000 pensionati
Sul cedolino di aprile pesa un ulteriore elemento che riguarda una platea più circoscritta. Nel corso del 2025, l’INPS ha applicato per errore una detrazione fiscale riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti in attività — quella introdotta dalla legge 30 dicembre 2024 n. 207 — a un gruppo di pensionati con redditi compresi tra 20.000 e 40.000 euro. Il meccanismo ha gonfiato il netto mensile per diversi mesi, con un accumulo che in alcuni casi si è avvicinato ai 1.000 euro. Le verifiche effettuate in occasione della Certificazione Unica INPS hanno fatto emergere l’anomalia, rendendo necessario il recupero delle somme erogate indebitamente.
Il recupero avviene tramite trattenute dirette sulla pensione di aprile. Per i pensionati con assegni più contenuti, l’INPS ha previsto la possibilità di rateizzare il debito su più mensilità, per evitare che la trattenuta azzeri l’importo mensile. Chi rientra nella platea interessata può verificare la propria situazione accedendo all’area personale MyINPS oppure rivolgendosi a un patronato o alla sede INPS territoriale.
IRPEF e addizionali nel cedolino di aprile 2026
Sul piano fiscale, aprile non porta novità rispetto ai mesi precedenti. Le aliquote IRPEF applicabili alla rivalutazione delle pensioni 2026 restano quelle introdotte dalla Legge di Bilancio:
- fino a 28.000 euro di reddito: aliquota del 23%;
- da 28.001 a 50.000 euro: aliquota del 33%, ridotta rispetto al 35% in vigore fino al 2025;
- oltre 50.000 euro: aliquota del 43%.
Prosegue il recupero delle addizionali regionali e comunali relative al 2024, spalmate in undici rate mensili da gennaio a novembre 2026. Da marzo e fino a novembre viene trattenuto anche l’acconto dell’addizionale comunale 2026, calcolato nella misura del 30% dell’imposta dovuta. Sono escluse dalla tassazione le pensioni di invalidità civile, gli assegni sociali e le prestazioni soggette a regimi fiscali particolari.
Come consultare il cedolino pensione sull’area riservata INPS
Per verificare l’importo netto, le trattenute e le singole voci del cedolino è necessario:
- accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS;
- selezionare la sezione “Fascicolo previdenziale“;
- cliccare su “Prestazioni” e selezionare la voce “Pagamenti”.
Il cedolino è consultabile anche tramite l’app MIA App dell’INPS. È disponibile dal 20 marzo, con qualche giorno di anticipo rispetto all’accredito, per consentire di segnalare tempestivamente eventuali anomalie. In caso di voci poco chiare o trattenute inattese, il riferimento è un patronato o la sede territoriale INPS.