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Bonus Maroni-Giorgetti 2026, le istruzioni INPS per l’incentivo al posticipo pensione in busta paga

di Teresa Barone

8 Aprile 2026 08:23

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Come funziona il Bonus Maroni-Giorgetti 2026, le istruzioni nella Circolare INPS 42/2026. Requisiti, procedura di domanda, 9,19% esentasse in busta paga e casi di decadenza.

Con la circolare n. 42 del 3 aprile 2026, l’INPS ha definito le istruzioni per il Bonus Maroni-Giorgetti 2026, l’incentivo al posticipo del pensionamento prorogato dal comma 194 della legge 199/2025 (Manovra 2026). I lavoratori dipendenti che maturano il diritto alla pensione anticipata possono rimanere al lavoro e rinunciare all’accredito della quota contributiva IVS a proprio carico — pari al 9,19% della retribuzione lorda — e riceverla direttamente in busta paga. Le somme così percepite non concorrono alla formazione del reddito e non sono imponibili ai fini fiscali né contributivi.

Chi può accedere al Bonus Maroni nel 2026

L’incentivo spetta ai lavoratori dipendenti iscritti all’AGO o alle forme sostitutive ed esclusive che posticipano il pensionamento pur avendone maturato il diritto. La circolare individua due platee di beneficiari:

  • chi ha maturato entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per la pensione anticipata flessibile, con 62 anni di età e 41 anni di contributi (riguarda i lavoratori che avevano cristallizzato il diritto alla Quota 103, non prorogata al 2026);
  • chi matura entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (con i requisiti della Legge Fornero), con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Il datore di lavoro resta obbligato a versare la quota IVS a proprio carico, che continua ad alimentare la posizione previdenziale del dipendente. La quota a carico del lavoratore, invece, non viene più accreditata nel montante contributivo e questo si riflette in un assegno pensionistico futuro meno elevato.

Come specifica l’INPS, sono esclusi i lavoratori del Fondo Volo con requisiti contributivi ridotti. Gli autoferrotranvieri applicano invece le regole previste per il settore specifico.

Domanda INPS di Bonus Maroni / Giorgetti

Il lavoratore deve presentare apposita comunicazione all’INPS per la verifica dei requisiti. Dal portale dell’Istituto (www.inps.it), dopo l’accesso con credenziali SPID, CIE o CNS, il percorso è il seguente: Pensione e PrevidenzaDomanda di pensioneDomanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precociCertificati → Verifica del requisito per l’accesso all’incentivo al posticipo del pensionamento.

La domanda può essere presentata anche tramite patronati o rivolgendosi al Contact Center Multicanale al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164 164 (da rete mobile, a pagamento in base alla tariffa del gestore).

L’INPS ha 30 giorni dalla richiesta per comunicare l’esito. In caso di accoglimento, il lavoratore riceve la conferma e il datore di lavoro viene informato tramite il servizio di comunicazione bidirezionale nel Cassetto Previdenziale. A quel punto il datore di lavoro cessa il versamento della quota IVS del dipendente e la riconosce in busta paga come retribuzione aggiuntiva esentasse.

Decorrenza bonus e finestre mobili

Il bonus non è retroattivo. Se la domanda viene presentata contestualmente o dopo la prima decorrenza utile della pensione anticipata, l’esonero contributivo parte dal primo giorno del mese successivo a quello di esercizio della facoltà. Se la domanda è presentata prima della decorrenza, il bonus scatta dalla prima finestra utile. Le finestre mobili variano in base alla tipologia di pensione e al settore di appartenenza:

  • pensione anticipata flessibile (Quota 103, requisiti maturati entro il 2025), sette mesi per i dipendenti privati e i lavoratori autonomi, nove mesi per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni;
  • pensione anticipata ordinaria, tre mesi dalla maturazione del requisito contributivo, quattro mesi per i lavoratori la cui pensione è liquidata a carico delle ex casse CPDEL, CPS, CPI e CPUG.

Durata e casi di decadenza

Una volta riconosciuto, l’incentivo al posticipo pensione resta attivo fino al verificarsi di una delle seguenti condizioni:

  • revoca da parte del lavoratore (può essere esercitata una sola volta), con effetto dal mese successivo;
  • raggiungimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, attualmente fissato a 67 anni;
  • conseguimento di una pensione diretta, con esclusione dell’assegno ordinario di invalidità.

Il lavoratore resta libero di scegliere qualsiasi formula di pensionamento al momento dell’uscita, senza essere vincolato alla tipologia in base alla quale ha ottenuto l’incentivo.