Stress sul lavoro: dipendenti a rischio burn-out, aziende promotrici di benessere

di Barbara Weisz

25 Febbraio 2025 11:32

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Censis: giovani dipendenti italiani a rischio burn-out da stress ma il benessere sul lavoro è una priorità, con forti aspettative sul welfare aziendale.

Gli italiani ritengono che il lavoro debba contribuire al benessere psico-fisico e in molti casi pensano che la propria azienda possa andare loro incontro in questo senso. Sono però rilevanti le percentuali di coloro che sono vittime di  stress o ansia legate al lavoro: addirittura un dipendente su tre sperimenta situazioni di esaurimento o estraneità trovandosi a rischio burn-out.

Questo succede più frequentemente fra i giovani che non fra i colleghi over 35. Esperienze di malessere più lieve sono frequenti ma nella maggioranza dei casi legate a episodi saltuari.

Rapporto Censis: Lavoro, aziende e benessere

I dati sono contenuti nell’ottavo Rapporto Censis Eudaimon Lavoro, aziende e benessere dei lavoratori: un’epoca nuova , incentrato sul welfare aziendale. Oltre a fotografare la realtà corrente, lo studio si pone l’obiettivo di promuovere una cultura che veda le aziende come hub di servizi che supportino il dipendente nella conciliazione fra vita privata e professionale.

È finito il tempo del primato del lavoro, dell’azienda come spazio neutrale in cui si lavora e tutto il resto non conta, si legge nel Rapporto:

Attivare e trattenere lavoratori impone alle aziende di elaborare soluzioni che associano alla scelta dei lavoratori di farne parte opportunità per perseguire il proprio benessere.

Welfare aziendale: le aspettative dei lavoratori

Il bisogno di benessere, inteso in senso olistico, è decisamente alto: l’83,4% dei dipendenti ritiene una priorità che il suo lavoro contribuisca a questi aspetti, con una distribuzione relativamente omogenea fra le diverse tipologie di lavoratori: dirigenti (76,8%), impiegati (86,1%), e operai (79,5%). La percentuale si concentra maggiormente nelle fasce di età più elevate (85,7% dai 35 ai 54 anni, 88,4% oltre i 55 anni), ma è comunque al 75% anche fra gli under 34.

Il secondo dato rilevante riguarda la convinzione che l’azienda possa andare incontro a questi obiettivi di well-being, diffusa fra il 63,5% dei lavoratori. Si registra un maggior ottimismo da parte dei dirigenti, 77,2%, e una tensione positiva meno frequente invece fra impiegati e operai, entrambi al 62,3%. Il dato evidenzia come le persone maggiormente coinvolte nei processi aziendali sviluppano un atteggiamento più positivo.

In relazione al concetto di benessere e alle difficoltà che sotto questo profilo si incontrano nella vita professionale, l’aspetto ritenuto più rilevante è la salute, indicato dal 63,2% dei rispondenti all’indagine, seguito da tranquillità, 42,4%, ed equilibrio, 34,4%. Ci sono poi due categorie legate al valore del tempo: quello da dedicare a se stessi, 29,9%, e quello invece per la famiglia, 26,5%. I fattori economici sono in coda alla classifica.

Stress e burn-out sul lavoro

Spesso la realtà si scontra con queste priorità. Un dipendente su quattro riscontra spesso eccessiva pressione sul lavoro, o difficoltà nel worklife balance, o ancora situazioni di stress. E percentuali intorno al 50% sperimentano queste problematiche saltuariamente.

Fenomeni più rilevanti, a rischio burn-out, si riscontrano nel 31,8% dei casi, con una percentuale decisamente più alta fra i giovani fino ai 35 anni.

I disagi maggiori riguardano le eccessive responsabilità quotidiane, e le difficoltà di concentrazione legate a problemi personali. L’osmosi fra vita privata e lavorativa funziona nel seguente modo: il 36,1% dei lavoratori si porta a casa i problemi lavorativi, il 25,7% viceversa risente sul lavoro dei problemi personali.

Le priorità per stare bene in azienda

Prima degli strumenti di welfare, gli aspetti che maggiormente garantiscono un buon rapporto con il lavoro sono quelli relazionali. Al primo posto un ambiente di lavoro sereno con il 94,6%, seguito da un buon grado di autonomia nel proprio lavoro con il 93,1%. Poi, sono importanti la sicurezza, il worklife balance, la flessibilità degli orari e la retribuzione.

Per quanto riguarda i servizi, i più apprezzati sono gli strumenti di welfare, seguiti da corsi di formazione, iniziative per la salute fisica, iniziative legate alla cultura, supporti per la salute mentale.

C’è infine un dato sulla leadership: l’88% dei dipendenti abbina il concetto a una persona in grado di valorizzare le persone, aspetto che nell’87,6% dei casi è considerato rilevante per il proprio benessere.