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Reddito di Cittadinanza, al via i nuovi controlli

di Anna Fabi

26 Gennaio 2023 11:51

Nuova attività ispettiva sul Reddito di Cittadinanza, Osservatorio INPS sui percettori e ultimo anno di applicazione dello strumento, con le nuove regole.

L’INPS ha annunciato l’avvio di una nuova attività anti-frode in relazione al Reddito di Cittadinanza con il ministero della Giustizia per individuare coloro che risultano percettori del sussidio pur trovandosi in stato detentivo.

Nel frattampo l’Istituto previdenziale ha pubblicato i dati definitivi relativi alle erogazioni 2022, contenuti nel consueto Osservatorio statistico.

Nuovi controlli sui titolari di Reddito di Cittadinanza

Per quanto riguarda le attività anti controllo, l’INPS ha siglato un protocollo operativo che consentirà, nel rispetto della normativa sulla privacy, la verifica mensile e automatica, operata con sistemi di interoperabilità e modalità strutturata di scambio dati, dell’eventuale stato detentivo dei richiedenti il Reddito di Cittadinanza, prima dell’erogazione del beneficio, oltre che dei percettori.

Questo contirà all’istituto di disporre, in automatico, la revoca e il recupero della prestazione indebitamente fruita.

Nel corso del 2022 sono state avviate ulteriori forme di contrasto all’indebita fruizione del beneficio, sempre tramite controlli automatizzati che incrociano i dati dei beneficiari o richiedenti con quelli di altre amministrazioni o enti pubblici, per la verifica di tutti i requisiti di legge.

Nel 2023, inoltre, sono entrati in vigore i nuovi vincoli imposti dalla Legge di Bilancio, che fra le altre cose riduce a sette le mensilità di Reddito di Cittadinanza fruibili per gli occupabili ammissibili al sussidio, protraendolo fino a fine anno per i soggetti più fragili (nuceli con anziani e minori). Dal 2024 scatta l’abolizione della misura, in attesa di una riforma strutturale, di pari passo con la definizione di altri strumenti a sostegno dei soggetti deboli, come l’Assegno unico per anziani invalidi.

RdC: l’Osservatorio INPS

Lo scorso anno i percettori del reddito di cittadinanza sono risultati in crescita sull’anno precedente, seppur in calo rispetto al 2020: nei quattro anni in cui l’ammortizzatore sociale è stato previsto, l’anno che ha visto il maggior numero di domande è il 2019, in coincidenza con l’avvio dello strumento, seguito dal 2021, quando ci sono stati i primi rinnovi. Per quanto riguarda i titolari del sussidio, nell’intero anno i nuclei sono stati 1,39 milioni e a dicembre 1,17 milioni di cui 123mila percettori di pensione di cittadinanza.

In media, l’importo mensile annuo è stato pari a 546 euro nel 2022, in crescita dell’11% rispetto ai 492 euro nell’anno 2019. L’importo medio erogato nel solo mese di dicembre è stato invece di quasi 550 euro con un differenziale assoluto di quasi 290 euro tra l’importo RdC (580 euro) e l’importo PdC (291 euro).

Sempre con riferimento a dicembre, erano 367mila i nuclei in cui sono presenti minori, con un importo medio mensile di 679 euro, che va da un minimo di 593 euro per i nuclei composti da due persone a 739 euro in presenza di almeno cinque persone. I nuclei con presenza di disabili sono quasi 204mila, in questo caso l’importo medio è di 491 euro, con un minimo di 389 euro per i nuclei composti da una sola persona a 700 euro per quelli composti da cinque persone.

La grande maggioranza dei percettori di RdC si trova al Mezzogiorno: per la precisione, sono 1,73 milioni i nuclei percettori nelle regioni del Sud e Isole, 426mila nel Nord e 327mila in quelle del Centro. La regione con il maggior numero di nuclei percettori di RdC/PdC è la Campania (22% delle prestazioni erogate), seguita da Sicilia (20%), Lazio (10%) e Puglia (9%); nelle quattro regioni citate risiede oltre il 60% dei nuclei beneficiari.