IRPEF e Bonus Renzi 2022: a chi spettano i 100 euro in busta paga

di Barbara Weisz

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Riforma IRPEF e Bonus Renzi: 100 euro al mese in busta paga per dipendenti con reddito fino a 15mila euro annui, trattamento ridotto fino a 28mila euro.

Con la riforma IRPEF il Bonus Renzi (trattamento integrativo fino a 100 euro che integra la vecchia detrazione fino a 80 euro) è cambiato, con effetti nelle buste paga di aprile 2022 per chi ancora non si era adeguato. Continuano a percepirlo in misura piena coloro che hanno un reddito fino a 15mila euro mentre fino a 28mila euro può non spettare o essere ridotto se le altre detrazioni (familiari a carico, lavoro dipendente, mutuo prima casa e lavori edilizi) superano l’imposta lorda dovuta. Sopra tale cifra, però, è stato abolito.

Vediamo come è cambiato in busta paga il bonus Renzi con le misure di riforma fiscale inserite in Manovra 2022.

Bonus IRPEF abolito sopra 28mila euro

Si tratta del bonus in busta paga al mese previsto dal decreto 3/2020. La legge precedente, applicato fino allo scorso 31 dicembre 2021, prevedeva che fosse pari a 100 euro al mese per 12 mensilità (per un totale di 1200 euro all’anno), per i redditi fino a 28mila euro, per poi scendere gradualmente fino ad azzerarsi a quota 40mila euro. La riforma fiscale elimina il bonus per i redditi superiori a 28mila euro (la norma era transitoria, prevista solo per il 2020 e 2021 in attesa delle riforma). Di conseguenza, cambia lo stipendio netto il busta paga.

=> Calcolo stipendio netto

A chi espetta il Bonus Renzi 2022?

Per i redditi fino a 28mila euro, ci sono due diverse casistiche.

  • Con reddito fino a 15mila euro annui resta il bonus Renzi pari a 100 euro al mese. Tecnicamente, la riforma interviene sull’articolo 1 del decreto 3/2020, prevedendo che al lavoratore dipendente sia «riconosciuta una somma a titolo di trattamento integrativo, che non concorre alla formazione del reddito» di importo pari a 1200 euro, «se il reddito complessivo non è superiore a 15mila euro».
  • Con reddito fino a 28mila euro annui è previsto quanto segue: il trattamento è riconosciuto «a condizione che la somma delle detrazioni di cui agli articoli 12 e 13, comma 1, del testo unico imposte sui redditi (dpr 917/1986), delle detrazioni di cui all’articolo 15, comma 1, lettere a,b, e comma 1-ter, dello stesso testo unico, limitatamente agli oneri sostenuti in dipendenza di prestiti o mutui contratti fino al 31 dicembre 2021, sia di ammontare superiore all’imposta lorda».

In termini semplici, se la somma delle detrazioni sopra specificate è superiore all’imposta lorda dovuta, spetta anche l’ex bonus Renzi, in caso contrario (se le detrazioni non superano l’imposta dovuta in base all’aliquota che si applica al reddito imponibile del contribuente), non spetta il trattamento integrativo in busta paga.

Quali sono i requisiti per il Bonus IRPEF?

Se le detrazioni superano l’imposta lorda, il bonus spetta ma non necessariamente nella misura piena pari a 100 euro al mese. In questo caso, recita la norma, «il trattamento integrativo è riconosciuto per un ammontare non superiore a 1200 euro, determinato in misura pari alla differenza fra la somma delle detrazioni e l’imposta lorda». In pratica, prima si calcola l’importo delle detrazioni spettanti (quelle sopra citate), poi si sottrae l’imposta lorda dovuta. Se il risultato è inferiore a 1200 euro, corrisponde al bonus spettante. Se invece la differenza supera i 1200 euro euro, spetta una detrazione di 1200 euro annui.

Detrazioni IRPEF da considerare

Ricordiamo in estrema sintesi che le detrazioni da considerare per il calcolo sono le seguenti:

  • articolo 12 comma 1 del TUIR: detrazioni per carichi di famiglia;
  • articolo 13 comma 1: detrazioni lavoro dipendente,
  • articolo 15, comma 1, lettera a: prestiti e mutui agrari,
  • articolo 15, comma 1, lettera b: mutui acquisto prima casa,
  • articolo 15, comma 1, lettera c: spese sanitarie,
  • articolo 15, comma 1-ter: mutuo costruzione prima casa,
  • articolo 16-bis: detrazioni per ristrutturazioni edilizie ed efficientamento energetico.

Con l’eccezione delle prime due voci (carichi di famiglia e detrazioni lavoro dipendente), in tutti gli altri casi le detrazioni si calcolano esclusivamente per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021. Quindi, nell’anno di imposta 2022 (che andrà in dichiarazione 2023), su mutui, spese sanitarie, e ristrutturazioni, continuano a calcolarsi solo le rate di detrazione relative alle spese già sostenute fino al 31 dicembre 2021, mentre non si calcolano più le eventuali detrazioni che spettano per spese sostenute nel 2022.