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Cassa integrazione Covid: le novità del Ristori Bis

di Redazione PMI.it

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Cassa Covid per assunti fino al 9 novembre, proroga al 15 del mese per la scadenza delle settimane di CIG del Cura Italia.

Le nuove settimane di cassa integrazione con causale Covid previste dal Decreto Ristori sono applicabili anche ai lavoratori assunti fra il 29 ottobre e il 9 novembre. E sono prorogati al 15 novembre tutti i termini decadenziali per le domande di accesso e l’invio dei dati necessari per il pagamento di trattamenti CIG previsti dal Cura Italia che avevano scadenza ordinaria fissata nel settembre scorso. Sono le due novità fondamentali in materia di amortizzatori sociali contenute nel Decreto Ristori bis (articolo 12, dl 149/2020).

=> DL Ristori, come funzionano le nuove sei settimane di CIG

Innanzitutto, l’estensione della platea della nuova CIG. Si tratta delle sei settimane utilizzabili dal 16 novembre al 31 gennaio 2021, per le imprese che hanno interamente fruito di quelle del Cura Italia e del DL Agosto.

Le imprese possono applicare la cassa Covid ai lavoratori che erano già assunti alla data di entrata in vigore del nuovo Ristori bis, il 9 novembre. La precedente disposizione consentiva invece di applicare la cassa Covid agli assunti entro il 29 ottobre (entrata in vigore del primo DL Ristori). In pratica, quindi, viene estesa la possibilità di applicare la cassa agevolata ai dipendenti assunti fra il 29 ottobre e il 9 novembre.

Per quanto riguarda la proroga, è anche questa una novità ulteriore rispetto a quanto era stato previsto dal precedente decreto Ristori, che posticipava tutti i termini scaduti in settembre al 31 ottobre. Ora invece, la scadenza è il 15 novembre. Riguarda i seguenti termini:

  • invio delle domande di accesso alla cassa Covid-19 previste dal Cura Italia (sono le prime 18 settimane), per le quali il termine ordinario era fra il primo e il 30 settembre,
  • invio dei dati necessari per il pagamento o per il saldo dei pagamenti cig sopra indicati.

Si tratta di una proroga di 15 giorni, in considerazione del fatto che il termine era già posticipato al 31 ottobre dal primo decreto ristori.

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