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Reddito di Emergenza e Reddito di Cittadinanza: differenze

di Redazione PMI.it

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Reddito di Emergenza e Reddito di Cittadinanza sostengono entrambi le famiglie in difficoltà, ma non vanno confusi: facciamo chiarezza.

Il Reddito di Emergenza (REm) è una delle ultime misure introdotte dal Governo per far fronte all’emergenza Coronavirus, varata con il Decreto Rilancio. Un indennizzo che ricorda, quanto meno nel nome, un altro aiuto già in essere prima del lockdown imposto dal COVID-19: il Reddito di Cittadinanza (RdC). I due sussidi, tuttavia, non vanno confusi tra loro e, tra l’altro, non sono compatibili. Vediamo perché e le differenze tra le due indennità, entrambe destinate a chi è in difficoltà economica.

REm e RdC incompatibili

Il REm è stato introdotto dal Governo italiano per sostenere in questo periodo di difficoltà estrema, le famiglie bisognose che sono rimaste escluse dagli altri indennizzi e bonus previsti per far fronte all’emergenza Covid-19 dai precedenti decreti del Governo. Si tratta fondamentalmente da nuclei familiari composti da persone senza reddito e senza sostegno economico. Risultano quindi esclusi dal REm i titolari di Reddito di Cittadinanza e di sussidi alla disoccupazione, come la NASpI.

=> Reddito di Emergenza e NASpI: cosa sapere

RdC e REm: beneficiari a confronto

Il Reddito di Emergenza spetta alle famiglie che non hanno altri sussidi e che sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • il richiedente deve risultare residente in Italia;
  • avere un reddito familiare complessivo, con riferimento al mese di aprile 2020, inferiore all’importo che viene riconosciuto come REm e che varia in base al numero di componenti del nucleo familiare;
  • ISEE del nucleo inferiore a 15.000 euro;
  • essere in possesso di un patrimonio mobiliare familiare del 2019 di valore inferiore a 10.000 euro, cui si sommano 5.000 euro per ogni componente successivo al primo entro un massimo complessivo di 20.000 euro. In caso di presenta all’interno del nucleo di un soggetto definito come disabile grave o non autosufficiente (secondo i criteri ISEE) il valore massimo viene innalzato a 25.000 euro.

Il Reddito di Cittadinanza spetta ai disoccupati o coloro che lavorano solo in modo saltuario e che possiedono un reddito ISEE inferiore a 9.360 euro l’anno, oltre che altri requisiti patrimoniali. Chi richiede il Reddito di Cittadinanza ed è abilitato al lavoro, deve sottoscrivere un Patto per il Lavoro, prendendo un impegno attivo ad accettare offerte congrue proposte dai Centri per l’Impiego, dopo un percorso di riqualificazione (se necessario). Se si rifiuta per tre volte il lavoro offerto si perde il diritto al sussidio.

=> Reddito di cittadinanza: il patto per il lavoro

RdC e REm: durate a confronto

La durata del REm, erogato una tantum, è di due mesi, a meno che non venga prorogato, se l’emergenza Coronavirus dovesse proseguire o riacutizzarsi. La modalità e i tempi di erogazione verranno resi noti con l’atteso provvedimento di prassi dell’INPS con le istruzioni operative ed il modello di domanda. La procedura, in questo, dovrebbe però essere simile a quella del Reddito di Cittadinanza.

Il RdC è una misura strutturale ed è fruibile per 18 mensilità rinnovabili se sussistono i requisiti, viene erogato tramite tessera elettronica, integra il reddito familiare e consente di coprire spese primarie, prevedendo bonus in casi particolari.

=> RdC: regole e istruzioni caso per caso

RdC e REm: importi a confronto

Il valore di base del Reddito di Emergenza è 400 euro moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza ISEE che assegna un valore a ogni composizione familiare, fino ad un massimo di 800 euro a nucleo familiare, che sale ad 840 euro in caso di presenza di un componente in condizioni di disabilità grave. Il REm viene erogato in due quote di pari importo.

L’importo standard edl RdC è di 780 euro a persona, ma chi ha una casa di proprietà non ha diritto all’intero importo ma a questa viene detratta una quota definita “affitto imputato”, che ammonta a 380 euro.

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