Tratto dallo speciale:

Pensione usuranti, domande dopo il primo maggio

di Barbara Weisz

scritto il

Requisiti pensione usuranti entro il 2020: domanda valida anche dopo il primo maggio ma con decorrenza rinviata: regole caso per caso.

 Scaduti i termini per presentare la domanda di pensione lavori usuranti, in realtà continua a essere possibile inviare le richieste, tenendo presente che ci sarà una penalizzazione sulla decorrenza della pensione, che dipendente dalla misura del ritardo.

I dettagli operativi sono contenuti nel messaggio INPS 1660/2019, che contiene le istruzioni generali per la presentazione delle domande.

Si tratta della possibilità, per i lavoratori addetti a mansioni usuranti o gravose (platea specificamente definita da specifiche normative) di andare in pensione con la quota 97,6 (dipendenti) o 98,6 (autonomi). Ci sono poi casi specifici (con quote che vanno da 98,6 a 100,6, per i lavoratori a turni).

=> Pensioni: finestre di uscita 2019, caso per caso

Dopo le modifiche previste dalla manovra 2017, che ha eliminato le finestre di decorrenza precedentemente applicate (erano pari a 12 mesi per i dipendenti e 18 mesi per gli autonomi), questi lavoratori vanno in pensione il primo giorno del mese successivo al raggiungimento del requisito. A condizione che presentino domanda nei termini previsti: per chi matura il requisito nel 2020, la scadenza era il primo maggio 2019.

Nel caso in cui la domanda venga presentata in ritardo, il lavoratore ha comunque diritto alla pensione anticipata per lavori usuranti, la cui decorrenza viene però posticipata in base alla seguente proporzione:

  • un mese, se il ritardo nella presentazione della domanda è inferiore a un mese (quindi, entro la fine di maggio);
  • due mesi, se la domanda è presentata al massimo con tre mesi di ritardo (entro fine luglio);
  • tre mesi se la domanda è presentata dopo il 30 luglio.

Facciamo un esempio: lavoratore che matura il requisito pensione usuranti nel febbraio 2020: se ha presentato la domanda entro il primo maggio scorso, la decorrenza della pensione è il marzo 2020. Se invece presenta la domanda il 16 maggio (meno di un mese di ritardo), la decorrenza slitta di un mese, all’aprile 2020.

La domanda si presenta seguendo la procedura telematica INPS, oppure utilizzando il modulo “AP45” reperibile sul sito internet dell’Istituto nella sezione “Modulistica”. L’INPS risponde comunicando l’esito dell’istruttoria (accoglimento o rigetto), specificando la decorrenza della pensione. Esiste la possibilità che, pur a fronte della presenza di tutti i requisiti richiesti, la domanda venga accolta con differimento della data della pensione per esaurimento risorse disponibili in base al monitoraggio annuale (in questo caso viene stabilita la decorrenza con successiva comunicazione).

Ricordiamo brevemente i requisiti per la pensione usuranti e gravosi.

Usuranti e turni oltre 78 giorni l’anno,
dipendenti
Usuranti e turni oltre 78 giorni l’anno, autonomi Notturni fra 64 e 71 giorni l’anno, dipendenti Notturni fra 64 e 71 giorni l’anno, autonomi Notturni fra 72 e 77 giorni l’anno, dipendenti Notturni fra 72 e 77 giorni l’anno, autonomi
quota 97,6
(35 anni di contributi, 61 anni e sette mesi di età)
quota 98,6
(35 anni di contributi, 62 anni e sette mesi di età)
quota 99,6
(35 anni di contributi, 63 anni e sette mesi di età)
quota 100,6
(35 anni di contributi, 64 anni e sette mesi di età)
quota 98,6
(35 anni di contributi, 62 anni e sette mesi di età)
quota 99,6
(35 anni di contributi, 63 anni e sette mesi di età)

 

I Video di PMI

Quota 100: regole, pro e contro