Busta paga senza conguaglio IRPEF

di Redazione PMI.it

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I sostituto d'imposta che non riescono a effettuare il conguaglio Irpef con la busta paga di luglio, possono slittare ad agosto: i casi particolari di rimborso più alto delle tasse o superiore a 4mila euro.

I lavoratori che con lo stipendio di luglio non hanno avuto il conguaglio IRPEF, a debito o a credito, non devono preoccuparsi: lo riceveranno con la busta di paga di agosto. Capita che i datori di lavoro, anche quando sono Pubbliche Amministrazioni, non riescano ad effettuare l’adempimento in tempo per comprenderlo nello stipendio di luglio, nel quale caso lo ritardano alla busta paga successiva.

Conguagli IRPEF con ritardo

Nella maggior parte dei casi, il ritardo è dovuto alle scadenze troppo ravvicinate con la presentazione della dichiarazione dei redditi. Chi ha presentato il 730/2018 a ridosso della scadenza del 23 luglio, è più a rischio sul fronte dei rimborsi dovuto dal sostituto d’imposta, o viceversa delle trattenute in caso di ulteriori imposte da versare. E’ invece più facile che le imprese siano riuscite a procedere alla liquidazione delle somme dovute quando la dichiarazione dei redditi è stata presentata prima. Il ritardo potrebbe essere anche dovuto al momento in cui ha effettuato l’invio il centro di assistenza fiscale o il professionista a cui il contribuente si è rivolto.In ogni caso, arriverà nel successivo mese di agosto.

Un caso particolare è rappresentato da coloro che hanno diritto un conguaglio a credito superiore alla possibilità che il sostituto di imposta ha di applicarlo alla busta paga di luglio. Le somme a credito, in base a quanto previsto dalla circolare delle Entrate 42/2018, vengono versate attraverso una corrispondente riduzione delle ritenute IRPEF, o delle addizionali. Nel caso in cui, però, queste non fossero sufficienti, si spalma la somma rimanente sulle mensilità successive. In questo caso, però, il sostituto d’imposta, ad esempio l’impresa, avverte il dipendente contestualmente alla busta paga di luglio.

Rimborsi fiscali superiori ai 4mila euro

Restano le regole a parte per coloro che chiedono rimborsi fiscali superiori ai 4mila euro annui: in questo caso i tempi sono più lunghi perché l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli prima di procedere all’approvazione del rimborso.