Busta paga senza conguaglio IRPEF

di Redazione PMI.it

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Sostituti d'imposta: conguaglio IRPEF con la busta paga di luglio e casi particolari di rimborso più alto delle tasse o superiore a 4mila euro.

I lavoratori che con lo stipendio di luglio non hanno avuto il conguaglio IRPEF, a debito o a credito, non devono preoccuparsi: lo riceveranno con la busta di paga successiva al mese di trasmissione della dichiarazione dei redditi.

Capita che i datori di lavoro, anche quando sono Pubbliche Amministrazioni, non riescano ad effettuare l’adempimento in tempo per comprenderlo nello stipendio di luglio, nel quale caso lo ritardano alla prima busta paga utile.

Mentre per chi invia il 730 precompilato la differenza la fa la data di invio: per un conguaglio tempestivo è bene non attendere troppo nella trasmissione del modello.

Conguagli IRPEF con ritardo

Nella maggior parte dei casi, il ritardo è dovuto allo slittamento delle scadenze per la presentazione della dichiarazione dei redditi.  L’emergenza Coronavirus ha prorogato a fine settembre la data ultima per l’invio delle dichiarazioni, con la conseguenza che i modelli non ancora trasmessi non possono essere conguagliati.

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Il ritardo potrebbe essere anche dovuto al momento in cui ha effettuato l’invio il centro di assistenza fiscale o il professionista a cui il contribuente si è rivolto. In ogni caso, arriverà nel successivo mese. E’ dunque più facile che le imprese siano riuscite a procedere alla liquidazione delle somme dovute quando la dichiarazione dei redditi è stata presentata prima.

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Rimborsi oltre soglia

Un caso particolare è rappresentato da coloro che hanno diritto a un conguaglio a credito superiore alla possibilità che il sostituto di imposta ha di applicarlo alla busta paga di luglio.

Le somme a credito, in base a quanto previsto dalla circolare delle Entrate 42/2018, vengono versate attraverso una corrispondente riduzione delle ritenute IRPEF, o delle addizionali. Se però queste non fossero sufficienti, si spalma la somma rimanente sulle mensilità successive. In questo caso,  il sostituto d’imposta avverte il dipendente contestualmente alla busta paga di luglio.

Rimborsi fiscali oltre 4mila euro

Restano le regole a parte per coloro che chiedono rimborsi fiscali superiori ai 4mila euro annui: in questo caso i tempi sono più lunghi perché l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli prima di procedere all’approvazione del rimborso.

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