Il Gruppo Barilla sperimenta lo smart working

di Filippo Vendrame

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Il mondo del lavoro evolve e non risulta più legato strettamente ad una scrivania di un ufficio come 10 anni fa. Il futuro del lavoro è, infatti, lo smart working che garantisce maggiore flessibilità. Trattasi di una piccola ma grande rivoluzione che sta trasformando e migliorando il mercato del lavoro, tanto che il Consiglio dei Ministri del 28 gennaio scorso ha approvato su questo tema un disegno di legge, ora al vaglio delle due Camere.

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Su questo tema, il Gruppo Barilla ha avviato un progetto di smart working in tutte le proprie sedi, nazionali e internazionali. Su 1600 dipendenti coinvolti dal progetto, circa 1.200 (oltre il 74%) hanno usufruito dell’opportunità. E la sfida di Barilla è quella di offrire lo smart working per il 100% del tempo ai dipendenti. Il progetto di Smart Working in Barilla è aperto a tutta la popolazione impiegatizia. Tuttavia esiste una maggiore propensione al suo utilizzo da parte delle donne tra 30 e 55 anni e da chi effettua un tragitto casa-ufficio mediamente lungo (maggiore ai 25 chilometri), con un conseguente risparmio di tempo, costi e connesso beneficio per l’ambiente.

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Lo Smart Working fa si che le persone abbiano una maggiore autonomia e una maggiore responsabilità su quando, dove e come lavorare, e su come conciliare esigenze personali e necessità di business. Da un punto di vista contrattuale, i dipendenti possono lavorare in sedi diverse dall’ufficio per 4 giorni al mese, accordandosi con il proprio manager. E I risultati, finora, sono stati molto positivi. In particolare il beneficio più grande riguarda l’equilibrio vita privata-lavoro che ha portato a un aumento della soddisfazione dei dipendenti.

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I principali ingredienti del progetto sono stati rivisitazione degli spazi aziendali e adozione di tecnologie digitali a sostegno di nuove modalità per la comunicazione e la collaborazione come l’instant messaging, lync, whatsApp, videoconferenze. Grazie a nuove tecnologie, il lavoro da remoto diventa dunque realtà: è possibile infatti scollegare l’ambiente e il fattore temporale dal lavoro in sé, che viene quindi fatto in maniera più indipendente, rendendo di più e portando l’azienda ad un risparmio notevole in termini di infrastrutture e strumenti di lavoro. L’azienda emiliana sta, infine, lavorando per far si che entro il 2020 tutti i dipendenti possano lavorare da casa.

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