L’edilizia convoca gli Stati Generali e propone soluzioni anticrisi

di Paolo Sebaste

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Anche le imprese del settore edile chiedono al Governo interventi mirati per contrastare la crisi, che sta mettendo in ginocchio un settore storicamente trainante per la nostra economia, con un valore della produzione che nel 2007 è stato pari a 196 miliardi di euro.

Il trend recessivo annunciato nei mesi scorsi ha però assorbito anche questo settore, dove la maggior parte delle attività  sono imprese di piccola dimensione e aziende artigiane.

I processi produttivi – condizionati da un utilizzo intensivo di manodopera e dall’incidenza elevata del costo dei materiali impiegati – dopo il rallentamento fisiologico degli ultimi anni ha oggi assunto dimensioni di vera emergenza, al punto che anche l’avvio futuro di grandi opere, come nel caso della prossima Expo 2015 non viene considerato sufficiente per arginare le difficoltà  che attraversano soprattutto le piccole imprese del settore.

Sulla scia di quanto avvenuto in altri settori, dunque, anche l’edilizia si presenta con le proprie proposte per consentire, soprattutto alle piccole imprese, di uscire dalla crisi nel più breve tempo possibile riavviando la ripresa economica.

Incentivare le imprese consente di mettere in atto un meccanismo virtuoso: realizzare obiettivi del risparmio, riqualificazione energetica degli edifici, con uso di energie rinnovabili o di prodotti e processi innovativi e originali.

Il settore dunque fa quadrato e convoca gli “Stati Generali”.

Le Associazioni di rappresentanza delle imprese del settore ed i Sindacati dei lavoratori hanno siglato, in tempi record, un avviso comune con richieste di intervento, che potrebbero trovare un punto di incontro con i provvedimenti che il Governo sembra apprestarsi a varare per la realizzazione del cosiddetto Piano Casa.

Certamente, la politica delle grandi opere infrastrutturali abbinate ad importanti investimenti viene considerata lo strumento principale in grado di dare un impulso importante all'intera economia del Paese ma, non meno importanti, saranno tutte le misure che consentiranno alle Pmi che costituiscono la gran parte delle imprese – quelle del settore edile comprese – di conquistare nuovi segmenti di mercato o di proporsi in modo innovativo in quelli maturi.