Bonus mobilità sostenibile: domande dal 13 aprile

di Redazione PMI.it

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Domande dal 13 aprile per accedere al Bonus mobilità sostenibile: modello, istruzioni e termini per la richiesta del credito d’imposta fino a 750 euro.

Dal 13 aprile e fino al 13 maggio si può fare domanda per il Bonus mobilità che prevede la concessione di contributi statali per l’acquisto di mezzi e servizi di mobilità a zero emissioni, a fronte della rottamazione di un vecchio veicolo di categoria M1.

Come funziona il bonus mobilità

Il bonus per la mobilità sostenibile prevede un credito d’imposta per coloro che hanno acquistato biciclette, monopattini elettrici, bici elettriche ma anche abbonamenti al trasporto pubblico e servizi di mobilità elettrica in sharing, nel periodo di tempo compreso tra agosto e dicembre 2020.

Introdotto dal decreto Rilancio (articolo 44, comma 1-septies, Dl n. 34/2020), il bonus riguarda l’acquisto di bici, monopattini, e-bike, abbonamenti al servizio pubblico e car-sharing. Per accedervi, è necessario aver anche rottamato dal 1° agosto al 31 dicembre 2020, un veicolo di categoria M1 rientrante tra quelli previsti dalla normativa.

Come fare domanda

L’istanza si trasmette utilizzando l’apposito modello per comunicare l’ammontare della spesa sostenuta e il credito d’imposta richiesto. Il modulo può essere inviato attraverso il servizio web disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Nella finestra temporale dal 13 aprile al 13 maggio prevista per la domanda, si può anche  inviare una nuova istanza in sostituzione di quella precedente oppure rinunciare al credito precedentemente comunicato: l’ultima istanza trasmessa sostituisce le altre.

Bonus Mobilità: quanto spetta

Il credito d’imposta, riconosciuto alle persone fisiche, è utilizzabile esclusivamente nella dichiarazione dei redditi, nella misura massima di 750 euro. Entro 10 giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle domande, tuttavia, sarà resa nota la percentuale di credito d’imposta spettante a ciascun soggetto richiedente, tenendo conto del limite di spesa stabilito e del numero di istanze pervenute.

Il beneficiario è poi tenuto a indicare nella dichiarazione per il periodo d’imposta 2021, oppure per il periodo d’imposta 2022, l’importo riconosciuto.