Crowdfunding a rischio tassazione

di Francesca Vinciarelli

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Crowdfunding: la Commissione UE studia la possibile tassazione IVA per il sistema dei "rewards".

La Commissione Europea ha avviato una consultazione volta a verificare la fattibilità dell’assoggettamento a tassazione IVA del Crowdfunding, ovvero la raccolta di capitali via Internet finalizzata a finanziare un’idea o un progetto, ad esempio imprenditoriale, grazie alle somme di denaro di varia entità donate dai sostenitori. Il modello basato sui rewards è il più diffuso e prevede una ricompensa o un premio per chi effettua una donazione per un progetto.

Si tratta di una innovativa forma di accesso al credito che sta diventando sempre più popolare soprattutto tra le start-up, in particolare quelle innovative. Per quelle americane si tratta ormai di uno strumento ampiamente utilizzato ed anche le nuove imprese europee iniziano a ricorrere sempre più spesso al Crowdfunding per raccogliere fondi a favore della propria attività. Stesso discorso in l’Italia, che si distingue per essere pioniera di un regolamento specifico per l’Equity Crowdfunding (redatto dalla Consob).

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Ora, a fronte di questo nuovo fenomeno che sta generando 120 milioni di euro l’anno in termini di valore dei beni scambiati su base comunitaria e 80 milioni di euro in termini di quote societarie acquisite, la Commissione di Bruxelles sta valutando la possibilità di tassare il Reward-based Crowdfunding con l’imposta sul valore aggiunto. Si tratterebbe di tassare i premi che le società di Crowdfunding pagano ai loro donatori.

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Nel documento della Value Added Tax Committee dell’Unione Europea si legge:

«Riguardo al Crowdfunding che premia con prodotti, dove il contributore viene ricompensato con beni o servizi dall’imprenditore in cambio del sostegno dato, diverse questioni relative all’IVA necessitano di ulteriore analisi».

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Il problema, sottolineano alcuni esperti, è che l’imposizione di questa tassa potrebbe ostacolare l’utilizzo da parte delle start-up di questa forma alternativa di accesso al credito. Ad esempio, per Stian Westlake, executive director of policy and research di Nesta, ente no-profit britannico:

«C’è il rischio che l’UE tagli via una fonte agile e in crescita di finanziamento per le piccole imprese. Avrà l’effetto di congelare lo sviluppo del settore».

Della stessa linea di pensiero Richard Asquith, vice-president of global tax di Avalara, azienda che produce software per il settore fiscale, per il quale la questione di fondo è che «le autorità non gradiscono questi sistemi che sfuggono alle maglie del Fisco».

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Guida al Crowdfunding

Guida all’Equity Crowdfunding