Fondi Pmi: altri 5 mld da ABI e CdP

di Redazione PMI.it

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Stabiliti da ABI e Cassa Depositi e Prestiti i criteri di ripartizione dei fondi destinati alle piccole e medie imprese italiane: in arrivo la seconda tranche da 5 milairdi di euro

Siglato l’accordo ABI-CdP (Cassa depositi e Prestiti) per la ripartizione e impiego dei fondi destinati alle Pmi italiane. La nuova convenzione sblocca dunque l’attesa seconda tranche da 5 miliardi di euro del Plafond da 8 miliardi messo a disposizione da CDP.

Ai nuovi fondi potranno aggiungersi anche i residui al 28 febbraio 2010 della prima tranche da 3 miliardi.

Dal 1° marzo al 30 giungo 2010 le banche potranno così «sottoscrivere nuovi contratti di finanziamento con CDP ed evitare interruzioni nell’erogazione dei finanziamenti alle aziende con provvista Cassa».

La ripartizione dei fondi sarà in tre quote:

  • Prima quota (3 miliardi di euro): assegnata in funzione della quota di mercato di ciascun istituto di credito nei confronti delle Pmi – aggiornata al 31 dicembre 2009 – come già previsto per la Prima Tranche. Viene confermata anche la percentuale del 15% riservata al sistema del credito cooperativo;
  • Seconda quota (eventuale residuo inutilizzato della Prima Tranche al 28 febbraio 2010): ripartita quale Quota Premiale tra le sole banche che avranno utilizzato, anche parzialmente, la porzione della Prima Tranche loro destinata;
  • Terza quota (2 miliardi di euro): sarà una Quota a Sportello, a disposizione delle banche che avranno esaurito le quote precedenti dalle stesse opzionate, nel rispetto di alcuni limiti di concentrazione. Le risorse della Quota a Sportello si incrementeranno degli eventuali residui non utilizzati sulla Prima Quota e su quella Premiale.

Il periodo di utilizzo per la prima quota e quella Premiale terminerà il 28 febbraio 2011, per la Quota a Sportello il 28 febbraio 2012.

Infine, sono previste differenti scadenze (3, 5 e 7 anni), termini per il rimborso (pre-ammortamento di 1 o 3 anni sulle scadenze più lunghe, a scelta delle banche) e costo per le banche , che varierà in funzione della durata del contratto, della propria struttura patrimoniale e dell’andamento di mercato.

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