AIM Italia – Mercato Alternativo del Capitale per Pmi al via

di Francesca Vinciarelli

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Al via giovedì 1 marzo AIM Italia - Mercato Alternativo del Capitale, iniziativa di Borsa Italiana per semplificare il processo di quotazione delle Pmi italiane e attrarre investitori svincolandosi dalla banche.

Al via il primo marzo il nuovo mercato per la quotazione in Borsa delle Pmi, frutto della fusione di Aim Italia e MAC (Mercato Alternativo dei Capitali): AIM Italia – Mercato Alternativo del Capitale, iniziativa voluta da Borsa Italiana per dare una nuova possibilità di credito alle piccole e medie imprese italiane e che arriva a pochi giorni di distanza dalle dichiarazioni del premier Mario Monti, che ha chiesto in audizione a Piazza Affari più quotazioni in Borsa per le Pmi come «contributo fondamentale per la crescita economica del Paese».

Ad oggi, infatti, sono ancora poche le Piccole e medie imprese quotate in Borsa e, anche per colpa della crisi economica, i due mercati Aim e MAC hanno attratto un numero esiguo di aziende. La speranza di Borsa italiana è che la fusione dei due mercati dedicati alla crescita delle Pmi li faccia finalmente decollare.

Un modo alternativo per reperire capitali senza richiedere credito dalle banche.

Da entrambi sono stati mutuati i punti di forza, come ha spiegato Luca Peyrano, responsabile del primary market di Borsa Italiana: «la nuova piattaforma eredita il meglio dei due mercati: dal MAC la profonda conoscenza delle imprese e un percorso flessibile per l’avvio degli scambi; dall’Aim un focus sulla solidità degli investitori e un approccio paneuropeo.
La nuova formula è un tentativo di cambio di rotta: il tessuto imprenditoriale italiano è fatto di piccole e medie imprese, ma spesso il mercato è strutturato più a misura di quelle di più grandi dimensioni. Nel nostro database abbiamo un centinaio di aziende che potrebbero essere potenzialmente interessate».

Insomma un restyling pensato appositamente per le Pmi nell’ottica della semplificazione dei requisiti di accesso richiesti (non è richiesta una capitalizzazione minima, ma serve un flottante di almeno il 10%), delle procedure e della riduzione della documentazione, nonché dei tempi per l’iter di quotazione (circa dieci giorni).

Dunque, un’interessante nuova opportunità per le Pmi sane – possibilmente con un fatturato tra 30 e 150 milioni di euro – che desiderino crescere e aumentare la propria competitività sui mercati internazionali, ma soprattutto attrarre investitori.

Il lancio del nuovo listino è solo la fase 1 di un percorso volto a portare sempre più Pmi a quotarsi; la fase 2 prevede l’avvio di un roadshow informale tra banche, società di assicurazione e fondi di investimento per trovare investitori dedicati, illustrando loro se potenzialità di questo nuovo mercato.

Il Presidente di Piccola Industria di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha però sottolineato che per ottenere davvero successo «alla semplificazione del processo di quotazione» deve essere affiancata «un’agevolazione fiscale per abbattere i costi di quotazione», solo così «l’incontro tra Pmi e Borsa potrebbe essere ulteriormente favorito».

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