Finanziamenti 2011 BEI per Pmi

di Filippo Davide Martucci

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L'Italia è il Paese che riceve più fondi dalla BEI per finanziare le imprese: gli investimenti finanziabili e gli strumenti di credito riservati nel 2011 alle nostre Pmi.

Con la crisi economica, si sono moltiplicate le iniziative degli istituiti in grado di garantire accesso al credito per le imprese, mentre i rubinetti delle banche si chiudevano progressivamente. Tra questi spicca la Banca europea per gli investimenti (BEI), amministrata dall’assemblea dei Ministri delle Finanze. Dal 1957 ha il compito di finanziare investimenti rivolti a obiettivi specifici, raccogliendo risorse economiche attraverso l’emissione di obbligazioni e altre operazioni di mercato.

Tra i sei obiettivi prioritari, il sostegno alle piccole e medie imprese è uno dei più strategici.

Le banche fungono da partner ricevendo denaro a tasso agevolato, con l’impegno di girarlo alle imprese che lo richiedono a tassi ugualmente vantaggiosi: i fondi erogati alle Pmi, però, devono essere almeno il doppio del valore del prestito europeo. In Italia operano 34 banche partner.

Il meccanismo di erogazione fondi ha ricevuto un forte impulso in seguito all’accordo sottoscritto con Confindustria e ABI nel 2009 (“Piano anti-crisi per Pmi e progetti in Rsi”), che ha ottimizzato e reso più agevoli i tempi di erogazione dei finanziamenti e ha semplificato gli strumenti a disposizione delle imprese.

Fondi alle Pmi italiane

I soli finanziamenti concessi alle Pmi, dal 2006 ai primi cinque mesi del 2011 sono stati 56.683: altrettante piccole e medie aziende hanno avuto la possibilità di accedere ai fondi BEI. I finanziamenti concessi alle Pmi italiane sono pari al 25-30% del totale europeo, collocando l’Italia al primo posto tra i paesi beneficiari.

Dal 2007 al 2010 i finanziamenti alle imprese italiane sono stati 15 miliardi di euro. Da gennaio a maggio 2011 7.200 aziende hanno già beneficiato degli 1,3 miliardi di euro. L’ammontare medio dei finanziamenti concessi alle Pmi italiane è stato di 200mila euro, utili per aumento di capitale circolante, acquisto macchinari e capannoni e finanziamento di progetti di efficienza energetica.

Investimenti finanziabili

Dopo aver parato i colpi della crisi alleviando le ferite delle imprese che non potevano guardare con speranza al futuro, oggi che l’economia comincia a ripartire, la BEI non ha certo deciso di ridurre il suo intervento a favore delle Pmi, anzi: continuerà a sostenere le imprese, rilanciandone la crescita attraverso nuove formule di finanziamento, che si concentrano soprattutto su innovazione e ingresso in nuovi mercati.

Nell’ultimo periodo, infatti, le piccole e medie imprese italiane dimostrano di apprezzare le linee di finanziamento tese a sostenere progetti di efficienza energetica e utilizzo di fonti rinnovabili e, se prima gli sforzi si erano concentrati sull’ampliamento della base che poteva accedere ai finanziamenti, oggi si stanno studiando nuove formule, anche attraverso la collaborazione con la Commissione Europea.

Strumenti di credito

Ritagliate su misura rispetto alla specificità dell’Italia, si stanno sviluppando prodotti utili per finanziare Ricerca e Sviluppo attraverso un sistema di condivisione del rischio (risk sharing) con le banche, e guardando con interesse alle reti d’impresa, per le quali si stanno elaborando linee di credito dedicate.

Proprio i contratti di rete, infatti, sono ritenuti strumenti tra i più efficaci per sostenere la crescita delle imprese senza privarle della propria individualità: in questo modo le piccole aziende che caratterizzano il tessuto economico italiano possono trarre giovamento dall’unione, riducendo i costi senza rinunciare alla propria autonomia e alle singole peculiarità che ne rappresentano molto spesso i segni distintivi e i caratteri vincenti sul mercato.