Guida all’Equity Crowdfunding

di Noemi Ricci

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Equity Crowdfunding, quali opportunità offre alle start-up e come sfruttarle al meglio: campagna, documentazione, strategie di comunicazione, investimento in cordata, SFP e regolamento CONSOB.

Il Crowdfunding è un sistema di finanziamento di tipo collaborativo che permette di sostenere persone e imprese start-up mediante sovvenzioni private per mezzo di siti Internet (piattaforme o portali), ricevendo talvolta in cambio una ricompensa. Si parla di Equity Crowdfunding quando, tramite l’investimento online, si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società, ovvero quando la ricompensa è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che ne derivano. L’Italia è il primo tra i Paese europei ad essersi dotato di una normativa che disciplina l’Equity Crowdfunding.

Perché funzioni, l’Equity Crowdfunding ha però bisogno di alcuni ingredienti fondamentali, a partire dall’utilizzo degli strumenti giusti e delle giuste competenze professionali, capaci di risolvere le esigenze finanziarie delle start-up early stage, come spiega Matteo Masserdotti, Ceo e fondatore di Tip Ventures, piattaforma di settore. A oggi, in Italia, con l’Equity Crowdfunding sono stati raccolti oltre tre milioni di euro, con ticket medio inferiore a 10mila euro. Con il nuovo regolamento CONSOB, inoltre, sarà presto possibile attirare anche investimenti dall’estero.

=> Equity crowdfunding: rischi e opportunità per start-up

Fasi della campagna

Nella fase pre-campagna gli aspetti fondamentali da considerare sono volti alla lead generation, alla creazione di contenuti, il contatto con PR e giornali, la creazione di database per newsletter, la creazione della community, l’organizzazione di eventi di lancio. Durante la campagna i follower della nostra community dovranno essere convertiti in investitori diffondendo la comunicazione sui social network, inviando DEM, organizzando investor day. Finita la campagna è cruciale consolidare il rapporto con la nostra community.

=> Crowdfunding: cos’è e come funziona

Documentazione

Tutta la documentazione e le informazioni relative all’azienda devono essere trasparenti: business plan, executive summary, perizie, brevetti, riconoscimenti, eventuali precedenti valutazioni provenienti da due diligence, la delibera di aumento di capitale e così via.

Comunicazione

Tra i canali di comunicazione da sfruttare ci sono sicuramente i social network come Linkedin, AngelList e Twitter, ma non sono da trascurare neanche i canali tradizionali del mondo digitale quali email, sito web e blog. Una campagna di comunicazione digitale deve passare necessariamente per la newsletter, in modo costante e scientifico, dalla creazione del form di submission, alla profilatura dei contatti e l’invio di email. Utile poi riuscire a far parlare di noi gli influencer, cioè persone, spesso giornalisti, influenti nel settore di riferimento. Altri utili strumenti sono anche lo storytelling e la creazione di un video, per raccontare la propria azienda e la propria idea in modo efficace e coinvolgente, ma anche avere un sito web, un blog ed una landing page dedicata a comunicare un messaggio particolare, come quello del lancio della campagna, racchiudendo elementi fondamentali come form per newsletter e bottoni di condivisione sui social network.

=> Crowdfunding in Italia: la mappa aggiornata

Investimento in cordata

Tip Ventures sta strutturando e promuovendo l’utilizzo della syndacation (investimento in cordata) che tra i vantaggi presenta:

  • la possibilità per gli investitori che partecipano tramite equity crowdfunding di seguire un lead investor, tipicamente un investitore qualificato (piccola holding di partecipazioni o super-angel) che si fa promotore dell’iniziativa e investe più degli altri;
  • gli investitori restano titolari del proprio investimento (a differenza di costituire un SPV (Special Purpose Vehicle, ovvero una società veicolo) e possono uscire dal syndicate quando lo ritengono opportuno;
  • il lead investor si fa carico della gestione dell’investimento (partecipare ad assemblee, Consigli di amministrazione, e quant’altro) a nome di tutti i partecipanti del syndicate, ed esponendo le esigenze della minoranza;
  • il lead investor riceve nessuna commissione per la gestione della società, ma realizzerà un carry (ovvero la percentuale che il syndicate trattiene sul ritorno dell’investimento, solitamente il 20%) in caso di liquidity event (ovvero quando si manifesta un evento che permette di liquidare la propria partecipazione, tipicamente la cessione o la quotazione in Borsa);
  • la start-up dialoga con un solo interlocutore, accelerando cosi la vita della società.

=> Crowdfunding, siti e istruzioni per l’uso

Strumenti Finanziari Partecipativi

Gli Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP), ancora sconosciuti ai professionisti (commercialisti, avvocati, notai) ai quali spesso gli imprenditori si rivolgono, rappresentano per le startup un nuovo ed efficiente strumento finanziario per la raccolta di capitali. Gli SFP consentono alle startup di

  • raccogliere capitali senza dover deliberare un aumento di capitale, con evidente risparmio di tempo e costi;
  • non dover dare una valutazione alla società che si trova in una fase early stage e non ha valori attendibili, evitando di incorrere in errori che porterebbero a interminabili negoziazioni non indicate vista la necessità di velocità della startup;
  • possono essere ceduti anche a fronte di prestazioni d’opera per work for equity o piani di stock option.

Agli investitori early stage, tipicamente business angel, che sono quelli che più di tutti rischiano la perdita del capitale investito, questo strumento consente di non diventare subito socio di una società che potenzialmente (nel 40% dei casi al primo anno e nel 60% dei casi al secondo anno) fallirà se non è capace di reperire ulteriori capitali (solitamente da venture capital). Gli SFP consentono inoltre:

  • di entrare in un deal, senza aver bisogno di strutturare costosi term-sheet che verranno comunque negoziati dai venture capital nel round successivo e dei quali beneficeranno automaticamente anche i sottoscrittori precedenti, convertendo la propria opzione nella stessa categoria di quota/azione:
  • di accedere a uno sconto importante (20-30%) sulla valutazione del futuro aumento di capitale nel quale probabilmente entreranno i venture capital, convertendo la propria opzione nella stessa categoria di quota/azione.

=> Crowdfunding a rischio tassazione

Regolamento

Il regolamento CONSOB prevede l’allargamento degli investitori che possono sottoscrivere il 5% anche agli investitori qualificati, a patto che soddisfino due dei seguenti requisiti:

  • il cliente ha effettuato operazioni di dimensioni significative sul mercato in questione con una frequenza media di 10 operazioni al trimestre nei quattro trimestri precedenti;
  • il valore del portafoglio di strumenti finanziari del cliente, inclusi i depositi in contante, deve superare 500mila euro; c) il cliente lavora o ha lavorato nel settore finanziario per almeno un anno in una posizione professionale che presupponga la conoscenza delle operazioni o dei servizi previsti.

Per approfondimenti: Guida Tip Ventures