Incentivi all’Agricoltura Made in Italy

di Redazione PMI.it

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Sale a 500 milioni il plafond di risorse per finanziare i contratti di filiera in Agricoltura ed investimenti nel Made in Italy agroalimentare.

Nuovi contributi pubblici all’Agricoltura: il Ministero finanzia i contratti di filiera e di distretto mettendo a disposizione altri 100 milioni di euro: sale quindi a 500 milioni il tesoretto a sostegno degli investimenti nel Made in Italy agricolo.

Le nuove risorse sono state stanziate dalla Cabina di Regia del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, nell’ambito del Piano Operativo Agricoltura, e si aggiungono a 210 milioni di euro a fondo perduto ed ulteriori 200 milioni di Cassa Depositi e Prestiti.

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Gli incentivi finanziano diverse tipologie di investimenti (produzione primaria, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, promozione e pubblicità di prodotti di qualità certificata o biologici, ricerca e sperimentazione).

Al momento è aperto il IV bando dei contratti di filiera e di distretto, nell’ambito del quale sono stati già presentati 48 progetti con proposte di investimento nelle filiere agroalimentari per oltre 1,25 miliardi di euro, di cui l’80% riguarda imprese del Mezzogiorno.

I contratti di filiera e di distretto, istituiti dall’articolo 66 della legge 289/2002, sono uno strumento agevolativo dedicato al sostegno di investimenti di rilevanza nazionale nel settore agroalimentare e delle agroenergie con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle filiere, i programmi devono avere un valore compreso tra 4 e 50 milioni di euro.

Obiettivo, un’agricoltura di qualità e soprattutto moderna. «Vogliamo mettere la filiera agroalimentare al centro della nuova strategia per il Made in Italy», spiega infatti Gian Marco Centinaio, ministero delle Politiche agricole.

il futuro dell’agricoltura passa attraverso una filiera sana, virtuosa e di eccellenza.

Il gioco di squadra fa vincere il Made in Italy agroalimentare, aggiunge Alessandra Pesce, sottosegretario alle Politiche agricole.

Crediamo molto nei contratti di filiera come strumento di sviluppo territoriale e per una più equa distribuzione del valore».