H&H Group, Biogen e TP guidano la classifica Best Workplaces for Women 2026 con cui Great Place to Work Italia individua le migliori aziende per le donne, valutate dalle lavoratrici per organizzazione e management. Hanno quasi sempre meno di 500 collaboratori in Italia ed una di queste – la società di headhunting Reverse – figura anche tra le migliori PMI per cui lavorare, dove invee nessuna italiana sale sul podio.
In sintesi:
- la classifica Best Workplaces for Women 2026 di Great Place to Work Italia si basa sulle risposte di 80.987 persone in 155 organizzazioni con almeno 20 donne tra i rispondenti al questionario Trust Index;
- nelle aziende premiate dal ranking le donne occupano il 49% delle posizioni di management, contro il 26% delle altre organizzazioni certificate Great Place to Work;
- quindici delle venti premiate hanno meno di 500 collaboratori in Italia e nove ne contano meno di 150, secondo la ripartizione per dimensione diffusa da Great Place to Work;
- nella classifica europea Best Small & Medium Workplaces 2026 l’Italia conta cinque imprese su 100 e nessuna sul podio, contro le 13 del Regno Unito.
Classifica Best Workplaces for Women 2026
La classifica Best Workplaces for Women 2026 mette al primo posto H&H Group, multinazionale della salute, del benessere e della nutrizione familiare, davanti a Biogen, attiva nelle biotecnologie, e a TP, la società di servizi di contact center del gruppo Teleperformance. Tra le venti premiate il settore più rappresentato è manifattura e produzione, con il 25%, seguito da biotecnologie e farmaceutica (20%) e servizi professionali (15%).
| Posizione e azienda | Settore |
|---|---|
| 1. H&H Group | Salute, benessere e nutrizione familiare |
| 2. Biogen | Biotecnologie |
| 3. TP | Servizi di contact center |
| 4. Ipsen | Biofarmaceutico |
| 5. ConTe | Servizi finanziari e assicurazioni |
| 6. Reverse SpA | Servizi professionali |
| 7. AbbVie | Biotecnologie e prodotti farmaceutici |
| 8. Bristol-Myers Squibb | Biotecnologie e prodotti farmaceutici |
| 9. Hilton | Ospitalità |
| 10. Catalina | Advertising e marketing |
Completano le venti premiate, nell’elenco diffuso da Great Place to Work, Octopus Energy, Arthrex, E.G.O. Group, Dow e Vimec (manifattura e produzione), Gruppo Sebach (noleggio di bagni mobili), Karl Storz (health care), Portolano Cavallo Studio Legale (servizi professionali), MetLife (servizi finanziari e assicurazioni) e KIABI (retail).
Donne manager e Trust Index
Nelle aziende premiate le donne coprono il 49% dei ruoli di management, quasi il doppio del 26% rilevato nelle altre organizzazioni certificate Great Place to Work. Il Trust Index femminile, che misura credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione, vale l’85% tra le premiate e il 73% nelle altre certificate: 12 punti percentuali di distanza, gli stessi che separano i due gruppi sul Leadership Index, dedicato alla qualità dei comportamenti dei capi.
La graduatoria considera 155 organizzazioni sulle oltre 400 analizzate, quelle con almeno 20 donne tra chi ha compilato il questionario, e le risposte di 80.987 persone. Il punteggio combina la media del Trust Index delle lavoratrici, la distanza da quella dei colleghi uomini, il numero di donne rispondenti e presenti nel management e il Parity Index, costruito sulle risposte femminili a sei affermazioni: possibilità di assentarsi dal lavoro, retribuzione equa, partecipazione agli utili, equità delle promozioni, assenza di favoritismi e imparzialità legata al genere.
Integrità, supporto ed equità
Sui driver dell’esperienza lavorativa le donne delle aziende premiate esprimono giudizi favorevoli in misura da due a tre volte superiore alla norma italiana, il valore medio che Great Place to Work ricava per le imprese del Paese dal report European Workforce Study.
| Driver | Donne nelle aziende premiate contro norma italiana |
|---|---|
| Raccomanderebbero l’azienda | 87% contro 43% |
| Integrità | 86% contro 41% |
| Supporto | 86% contro 43% |
| Accoglienza | 85% contro 40% |
| Cura | 85% contro 38% |
| Coinvolgimento | 81% contro 35% |
| Imparzialità | 80% contro 34% |
| Equità nel trattamento | 69% contro 23% |
L’equità nel trattamento è il driver con il valore più basso anche tra le premiate. Sul fronte del genere il report individua nelle promozioni basate sul merito l’area più critica: le considerano tali il 70% delle donne e il 68% degli uomini nelle aziende in classifica, il 52% e il 59% nelle altre certificate, il 30% e il 29% nella norma italiana. Sull’imparzialità di trattamento indipendentemente dal genere le premiate arrivano al 96% tra le donne e al 94% tra gli uomini, mentre nelle altre certificate si apre una distanza di dieci punti, con l’82% delle donne contro il 92% degli uomini.
Premiate aziende sotto i 500 collaboratori
Quindici delle venti migliori aziende per le donne hanno meno di 500 collaboratori in Italia: una appartiene alla fascia small (10-49), otto alla medium small (50-149) e sei alla medium large (150-499), mentre due si collocano tra 500 e 999 addetti e tre superano quota mille.
Le realtà con meno di 150 persone sono quindi nove su venti e conquistano anche posizioni alte: Biogen, Ipsen e Reverse, seconda, quarta e sesta per le donne, rientrano nella fascia 50-149 della classifica Best Workplaces Italia 2026, dove occupano rispettivamente il primo, il nono e il terzo posto. Biogen e Ipsen sono filiali italiane di gruppi farmaceutici internazionali, mentre Reverse è una società italiana di ricerca e selezione di middle e top manager.
Migliori PMI italiane per cui lavorare in Europa
L’Italia porta cinque imprese nella classifica Best Small & Medium Workplaces in Europe 2026, le 100 migliori PMI europee per cui lavorare secondo Great Place to Work, senza alcuna presenza sul podio: la prima è GalileoLife, al 25° posto. Il ranking è riservato alle organizzazioni certificate con 50-499 collaboratori in Europa e già premiate in almeno una classifica nazionale, e si basa sulle 260.000 risposte dei loro dipendenti, parte degli oltre 1,5 milioni raccolti nel continente. La soglia dimensionale è quella scelta da Great Place to Work e supera il limite della Raccomandazione della Commissione 2003/361/CE del 6 maggio 2003, che qualifica come PMI le imprese con meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure un totale di bilancio non superiore a 43 milioni.
L’Italia è appaiata a Danimarca e Paesi Bassi, dietro Regno Unito (13), Norvegia (10), Belgio e Germania (8), Irlanda, Grecia e Cipro (7) e Svezia (6). Il podio va a tre aziende dell’information technology, il settore che esprime il 37% delle premiate: isolutions ag, con sedi in Spagna e Svizzera, l’austriaca willhaben internet service e la belga Axxes. Per Alessandro Zollo, amministratore delegato di Great Place to Work Italia, il risultato conferma la difficoltà delle imprese italiane a imporsi tra i migliori ambienti di lavoro europei, con una cultura organizzativa ancora legata a controllo e gerarchia.
| Impresa | Piazzamenti Great Place to Work 2026 |
|---|---|
| GalileoLife, rete di servizi per le farmacie (Puglia) | 25ª in Europa; 2ª nella Best Workplaces Italia, fascia 50-149 collaboratori |
| Jet HR, software per buste paga e gestione del personale | 50ª in Europa; 1ª nella Best Workplaces for Trusted Leadership, fascia 100-499 collaboratori |
| Aton Group, tech company certificata B Corp | 52ª in Europa; fascia 150-499 della Best Workplaces Italia |
| Reverse, ricerca e selezione di manager | 55ª in Europa; 3ª nella Best Workplaces Italia, fascia 50-149; 6ª nella Best Workplaces for Women |
| Vianova, operatore di rete fissa e mobile per le imprese (Toscana) | 63ª in Europa; fascia 150-499 della Best Workplaces Italia |
Reverse è l’unica impresa presente sia nella classifica europea delle PMI sia in quella italiana per le donne. Le altre quattro accedono al ranking europeo grazie ai piazzamenti nelle graduatorie nazionali 2026 di Great Place to Work, requisito previsto per entrare nella lista continentale.
Certificazione parità di genere, esonero e contributi PMI
Le imprese in possesso della certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022 hanno diritto a un esonero contributivo non superiore all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro 50.000 euro annui per beneficiario, ai sensi dell’art. 5 della L. n. 162/2021. L’INPS raccoglie le domande con campagne annuali sulle certificazioni conseguite entro il 31 dicembre: l’ultima è stata avviata con il Messaggio INPS n. 3804/2025 del 16 dicembre 2025.
| Strumento | Vantaggio per l’impresa |
|---|---|
| Certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere | esonero contributivo annuale su domanda all’INPS |
| Certificazione UNI/PdR 192:2026 sulla conciliazione vita-lavoro | esonero entro gli stessi tetti previsto dall’art. 6 del DL n. 62/2026, con decreto attuativo sottoscritto e istruzioni INPS attese |
| Avviso Unioncamere 2026 per la certificazione UNI/PdR 192:2026 | fino a 14.459,01 euro tra voucher di assistenza e audit, con domande dal 21 settembre 2026 al 31 marzo 2027 |
I contributi Unioncamere per la certificazione della conciliazione vita-lavoro coprono fino a 2.459,01 euro di tutoraggio e fino a 12.000 euro di audit dell’organismo accreditato, con il 60% della dotazione di 7,5 milioni riservato alle micro, piccole e medie imprese. Chi possiede già la UNI/PdR 125:2022 ottiene 450 euro in più sul contributo per la certificazione, che va conseguita entro il 30 giugno 2027 e solo dopo la comunicazione di concessione.
Per lo sgravio contributivo per le aziende certificate UNI/PdR 192 il decreto interministeriale attuativo risulta sottoscritto: fissa a 36 mesi la validità del certificato ai fini dell’esonero e prevede la riduzione proporzionale se le domande superano le risorse, mentre per l’invio mancano ancora le istruzioni INPS.