In chiusura la finestra per gli esercenti che hanno aderito al Bonus Elettrodomestici e non hanno ancora chiesto indietro le somme anticipate ai clienti con lo sconto in fattura: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha fissato la scadenza per le domande di rimborso dei venditori al 4 settembre 2026. Le richieste presentate oltre quel termine non saranno liquidate. Al 10 luglio risultano 169 punti vendita con oltre un milione di euro ancora da incassare.
Rimborsi ai venditori del Bonus Elettrodomestici
I venditori aderenti al Bonus Elettrodomestici 2025 possono farsi rimborsare i voucher accettati in negozio secondo i termini del decreto MIMIT datato 14 luglio 2026. Il provvedimento chiude il ciclo di gestione della misura introdotta dall’art. 1, commi da 107 a 111, della L. n. 207/2024, dopo che tutti i buoni emessi in favore degli utenti finali sono stati utilizzati o sono scaduti.
Dopo la scadenza del 4 settembre 2026, l’esercente perde il diritto a recuperare lo sconto applicato al cliente, che copre il 30% del prezzo di acquisto fino a 100 euro, elevati a 200 euro per i nuclei con ISEE sotto i 25.000 euro (anticipato in fattura dal punto vendita).
La chiusura dei rimborsi completa anche il fronte fiscale della misura: i dati dei voucher utilizzati vengono trasmessi dal MIMIT all’Anagrafe tributaria e confluiscono nella dichiarazione precompilata, dove alimentano le verifiche sulla corretta fruizione del contributo e sul divieto di cumulo con altre agevolazioni per lo stesso acquisto.
Procedura di rimborso su piattaforma Invitalia
Per ottenere la liquidazione, il venditore utilizza la piattaforma informatica della misura, secondo le modalità dell’art. 7 del decreto direttoriale del 22 ottobre 2025. Trascorso il periodo utile per eventuali resi, la sequenza da completare è la seguente:
- caricamento fattura emessa all’utente finale, con il prezzo pieno del prodotto e l’indicazione dello sconto applicato tramite voucher;
- dichiarazione, resa sotto la propria responsabilità, di aver ritirato l’elettrodomestico obsoleto consegnato dal cliente e di averlo avviato al corretto smaltimento;
- liquidazione del rimborso da parte di Invitalia sul conto corrente con IBAN dedicato comunicato in fase di adesione, all’esito dei controlli sulla documentazione.
Un milione di euro ancora da incassare
Alla data del 10 luglio 2026 i venditori che non hanno ancora presentato istanza di rimborso sono 169, per un ammontare complessivo di 1.078.100,87 euro: in media, ogni esercente ha circa 6.380 euro di sconti anticipati da recuperare. Il dato emerge dalle premesse del decreto, che motiva la fissazione del termine con l’esigenza di assicurare la corretta contabilità della misura.
Non è la prima sollecitazione: già nei mesi scorsi il Ministero aveva invitato gli aderenti a completare con urgenza le procedure di richiesta, spiegando che solo la presentazione tempestiva delle istanze consente ai soggetti gestori di svolgere i controlli previsti dalla legge e di definire le regolazioni contabili collegate ai rimborsi.