Nel corso della consueta assemblea annuale, l’ANIA (Associazione delle imprese assicuratrici) ha chiesto al Governo di estendere l’obbligo di polizza catastrofale già in vigore per le imprese anche alle abitazioni private che hanno beneficiato di bonus edilizi. La risposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è stata un’apertura prudente, senza impegni vincolanti, con la riassicurazione di SACE indicata come possibile leva pubblica.
Polizze catastrofali sulla casa, il criterio proposto da ANIA
Ad oggi, risulta coperto da un’assicurazione catastrofale appena il 7% delle case contro circa il 15% delle imprese. Ne sono sprovviste anche le abitazioni riqualificate con bonus edilizi; da qui la considerazione del presidente ANIA, Giovanni Liverani, che ritiene “assurdo” che lo Stato debba risarcire, dopo un sisma o un’alluvione, chi ha già ricevuto in misura rilevante il sostegno dalla finanza pubblica.
La richiesta di ANIA è però più stringente della proposta di legge già depositata alla Camera. Il testo 2791, di iniziativa della Lega, non prevede infatti alcun obbligo per le abitazioni e si regge interamente su un sistema di incentivi, che coinvolge anche i premi di produttività detassati erogati dalle imprese ai dipendenti. La proposta dell’associazione va oltre gli incentivi e punta a un criterio automatico. L’idea è adottare gradualmente, per la copertura assicurativa, un meccanismo analogo a quello dell’attestato di prestazione energetica (APE), da dimostrare negli atti amministrativi relativi agli immobili.
L’apertura di Giorgetti e il ruolo di SACE
Giorgetti non ha assunto impegni vincolanti ma si è detto pronto ad «accompagnare il mercato in questo processo», estendendo progressivamente la cultura della protezione dalle imprese alle famiglie. Il ministro ha indicato nella riassicurazione di Sace il possibile canale con cui il Governo potrebbe sostenere la diffusione delle coperture, senza però fissare tempi o vincoli. Un’apertura prudente, quindi, che lascia il passaggio successivo alla decisione politica e all’iter parlamentare.
Il segnale importante per famiglie è comunque il riconoscimento, da parte del Tesoro, che la sottoassicurazione del patrimonio abitativo è un problema su cui lo Stato intende intervenire.
Polizze per imprese e casa a confronto
Per le imprese l’obbligo di polizza catastrofale è già in vigore, con un calendario a scaglioni completato nel 2026; per le abitazioni, invece, la copertura oggi è volontaria e sul tavolo c’è soltanto un’ipotesi di incentivi. La distanza tra i due regimi è ciò che rende la scelta diversa per un imprenditore e per una famiglia.
Gli obblighi già in vigore per le imprese
Per le imprese il quadro prevede regole precise e già vincolanti:
- gli eventi da coprire sono sisma, alluvione, frana, inondazione ed esondazione;
- la franchigia non può superare il 15% del danno indennizzabile;
- chi non si assicura è escluso da contributi, agevolazioni e ristori pubblici, secondo il decreto MIMIT del 18 giugno 2025;
- la mancata stipula può esporre gli amministratori a responsabilità ai sensi degli articoli 2086, 2392 e 2476 del codice civile.
Le ipotesi allo studio per le abitazioni
Per le abitazioni la copertura resta volontaria e le ipotesi in campo hanno natura diversa:
- la proposta di legge 2791, di iniziativa della Lega, non introduce alcun obbligo e punta su un sistema di incentivi;
- è previsto uno sconto minimo del 20% sul premio e un contributo statale fino a 100 euro, che salgono a 150 per le famiglie con ISEE sotto i 25.000 euro;
- ANIA e il ministro Urso chiedono di partire dalle case che hanno beneficiato dei bonus edilizi, a cominciare dal Sismabonus.
La differenza si vede già nelle scelte odierne. Per un’impresa, senza polizza si perde l’accesso a incentivi e ristori pubblici, anche dopo un evento calamitoso, con il danno interamente a carico dell’attività. Per una famiglia che ha ristrutturato ad esempio con il Sismabonus la logica verso cui spinge ANIA è la stessa: aver già incassato denaro pubblico trasformerebbe la copertura nella condizione per non essere esclusi dai risarcimenti futuri.