Sono milioni le prime case in Italia esposte a sismi, alluvioni e frane senza alcuna copertura assicurativa, e solo uno sparuto numero risulta protetto da polizza catastrofale. Per colmare questo divario interviene una nuova la proposta di legge depositato alla Camera e basata su un sistema di incentivi strutturato su più livelli: sconti obbligatori delle compagnie, contributo statale fino a 150 euro e possibilità di usare i premi di produttività.
Polizze casa con sconti sul premio
Il testo della proposta n. 2791 è a prima firma di Alberto Gusmeroli, presidente della commissione Attività produttive di Montecitorio, e del capogruppo Riccardo Molinari. La norma mira a promuovere polizze che coprono i danni da sisma, frana, alluvioni, inondazioni ed esondazioni. A differenza delle CatNat per le imprese, la proposta non prevede però alcuna coercizione: il sistema si basa interamente su incentivi. Il principale è lo sconto obbligatorio del 20% sul premio, calcolato sulla media dei premi dei cinque anni precedenti e riferito a un’abitazione campione di 100 metri quadrati situata in area a rischio medio, secondo parametri stabiliti dall’IVASS.
Contributo statale con ISEE basso
Accanto allo sconto delle compagnie, la proposta prevede un contributo statale pari al 20% del costo del premio, fino a un massimo di 100 euro. Il tetto sale a 150 euro per i nuclei con un ISEE inferiore a 25.000 euro. Il contributo viene riconosciuto sotto forma di riduzione diretta del premio nel momento della stipula o del rinnovo, e deve essere indicato in modo chiaro e trasparente sia nei preventivi sia nei contratti. Per finanziare la misura, il disegno di legge stima una dotazione di 100 milioni di euro per il 2026, che cresce a 150 milioni nel 2027 e arriva a 200 milioni annui a partire dal 2028.
Premi di produttività fino al 40% della polizza
Il terzo strumento coinvolge direttamente i datori di lavoro. I lavoratori dipendenti possono chiedere di destinare una quota dei premi di produttività per coprire fino al 40% del costo della polizza: la somma non concorre alla formazione del reddito ed è quindi esentasse per il dipendente, mentre il datore di lavoro può dedurla dal reddito d’impresa. Combinando i tre strumenti — sconto delle compagnie, contributo statale e premi di risultato — la quota a carico dell’assicurato si ridurrebbe al solo 20% del premio.
Patrimonio edilizio senza coperture da rischi catastrofali
Il dato che ha ispirato la è impietoso. Secondo i firmatari della PdL, meno del 5% del patrimonio edilizio italiano risulta assicurato rispetto a sismi, frane, alluvioni, inondazioni ed esondazioni: un gap che lascia oltre 30 milioni di immobili privi di qualunque protezione economica, in un Paese tra i più esposti d’Europa al rischio sismico e idrogeologico.
La bassa penetrazione assicurativa scarica interamente il peso delle calamità sullo Stato — e quindi sui contribuenti — attraverso finanziamenti emergenziali post-disastro. La proposta vuole invertire questa logica, spostando una parte del rischio sul mercato assicurativo privato.
La proposta deve ancora essere calendarizzata e assegnata a una commissione parlamentare: i tempi di approvazione restano incerti. L’ANIA, l’associazione delle compagnie assicurative, ha già espresso supporto all’iniziativa, giudicandola una misura necessaria in un Paese in cui appena il 7% delle abitazioni risulta assicurato.