Digitale e imprese, il nuovo Pacchetto UE per la sovranità tecnologica

di Barbara Weisz

25 Giugno 2026 11:03

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Un Cloud and AI Development Act per triplicare i data center in sette anni, misure per l'indipendenza energetica, il Chip Act 2.0: la strategia europea per la sovranità digitale.

Il ritardo tecnologico dell’Europa che praticamente tutti, dopo il rapporto Draghi del settembre 2024, identificano come principale fattore critico per la crescita economica, è comprensibilmente al centro delle politiche strategiche della Commissione UE. Bruxelles negli ultimi due anni sta puntando a rafforzare i presidi in aree strategiche per lo sviluppo della tecnologia intorno alla quale ruoterà l’economia per i prossimi decenni: l’intelligenza artificiale. Dopo il Piano d’azione sull’AI (con le AI Factories, le gigafactory e lo strumento finanziario InvestAI) e le modifiche all’AI Act del pacchetto Omnibus, Bruxelles rivede ora la politica sui chip e quella su cloud e data center.

Il pacchetto UE per la sovranità tecnologica in breve:

  • interviene su semiconduttori, cloud e intelligenza artificiale, open source ed energia;
  • due le proposte legislative, il Chips Act 2.0 e il Cloud and AI Development Act;
  • l’obiettivo dichiarato è triplicare la capacità dei data center europei in cinque-sette anni;
  • a luglio è atteso il bando per le AI Gigafactory e una consultazione su nuovi strumenti finanziari.

Il pacchetto UE sulla sovranità tecnologica

Il Pacchetto sulla sovranità tecnologica, presentato dalla Commissione europea il 3 giugno 2026, interviene su quattro ambiti strategici con due proposte legislative, una strategia e una tabella di marcia.

Ambito Strumento UE
Semiconduttori Chips Act 2.0
Cloud e intelligenza artificiale Cloud and AI Development Act
Software Strategia europea per l’open source
Energia Roadmap per digitalizzazione e AI nel settore energetico

La strategia open source punta a ridurre le dipendenze lungo l’intero stack tecnologico, usando il software libero come alternativa ai fornitori proprietari, mentre la roadmap sull’energia integra l’AI nella gestione delle reti. «Non possiamo permetterci di dipendere da altri» per le tecnologie che fanno funzionare ospedali, reti energetiche e servizi, ha sintetizzato la presidente Ursula von der Leyen, secondo cui l’Europa deve trasformare il proprio talento industriale e di ricerca in sovranità tecnologica.

La chiave di lettura la dà la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen: l’obiettivo è impedire che un fornitore di servizi cloud critici possa avere un “kill switch” sui dati europei. Con una coda esplicita: per le aziende statunitensi sarà difficile raggiungere i livelli di sovranità più alti, proprio per via della normativa USA. È il segnale che il pacchetto guarda tanto a Washington quanto a Pechino.

Strategia su cloud, data center e risparmio energetico

Il Cloud and AI Development Act ha un obiettivo concreto: triplicare la capacità dei data center in Europa nei prossimi cinque-sette anni. Queste infrastrutture custodiscono i server e la potenza di calcolo necessaria per far funzionare l’intelligenza artificiale. Sono quindi il “luogo” fisico in cui risiedono i dati elaborati dall’IA, senza i quali non si riesce a raggiungere la sovranità digitale.

L’Europa intende realizzarli secondo pratiche improntate alla sostenibilità ambientale e introdurrà un quadro normativo unico a livello europeo per la valutazione della sovranità in materia di cloud e intelligenza artificiale, mantenendo al contempo il mercato aperto a partner che condividono gli stessi obiettivi.

Lo sviluppo di questa strategia sui data center rientra anche nella roadmap per la digitalizzazione del settore energetico. La Commissione agevolerà la cooperazione tra i due segmenti per garantirne un’efficiente integrazione nella rete, che salvaguardi le risorse idriche ed energetiche. In quest’ottica l’IA verrà utilizzata per rendere la rete più intelligente, in modo da produrre anche un risparmio energetico per utenti e imprese. E le leggi garantiranno uno sviluppo appunto in chiave sostenibile delle infrastrutture necessarie.

Il Regolamento contiene poi altre norme che mirano allo sviluppo dell’AI, sostenendo la ricerca e gli hub locali in cui viene sviluppata l’innovazione.

Il Chips Act 2.0

Il Chips Act 2.0 aggiorna il regolamento del 2023 sui semiconduttori, davanti a una dipendenza dall’import ancora forte: l’UE produce oggi meno del 10% dei chip a livello globale. La prima risposta, alimentata dalla crisi delle catene di approvvigionamento tra Covid e guerra in Ucraina, non ha prodotto i frutti sperati. E l’intelligenza artificiale richiede sempre più componenti elettronici: entro il 2030 assorbirà oltre il 70% del mercato.

Il nuovo Regolamento punta a stimolare la produzione europea con semplificazioni procedurali, un marchio di eccellenza per le regioni di produzione e il potenziamento dell’ecosistema fra produttori e clienti, con l’obiettivo di sfruttare la domanda crescente da data center, fornitori cloud e gigafactory. Le cifre non sono ancora ufficiali: le stime circolano intorno ai 120 miliardi di euro, come segnala Carlo Reita della Fondazione Chips-IT.

Verso un bando per le gigafactory

Le due proposte entrano ora nella consueta fase negoziale del trilogo, da discutere fra Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea.

Nel frattempo proseguono le tappe dei Piani già approvati: in luglio si attende il bando per le AI Gigafactory. E in tempi brevi la Commissione avvierà una consultazione con gli Stati membri, la Banca Europea degli Investimenti e altri soggetti chiave per raccogliere capitale di rischio che finanzi la transizione verso la sovranità tecnologica.