A seguito di presentazione, nel 2025, di Docfa con assegnazione di nuova rendita, il Comune ha emesso accertamenti sui 5 anni precedenti con la richiesta delle differenze di imposta, ricalcolate retroattivando la nuova rendita catastale e applicando sanzioni e interessi. E’ corretta l’applicazione della retroattività ai fini IMU?
La decorrenza della nuova rendita di regola non copre gli anni precedenti ai fini IMU: l’applicazione retroattiva dell’imposta ricalcolata non è dunque corretta. Quando è il contribuente a presentare la Docfa, la nuova rendita vale ai fini IMU soltanto dall’anno successivo a quello in cui è annotata in Catasto. Su questo principio la Corte di Cassazione è costante e ha più volte annullato accertamenti che applicavano in modo retroattivo una rendita derivante dalla Docfa del contribuente. Un’eccezione esiste, ma è limitata, e per capire se ricade nel suo caso occorre guardare il motivo per cui la rendita è cambiata.
Decorrenza della nuova rendita catastale ai fini IMU
La regola consolidata distingue in base al motivo della variazione. Se ha presentato la Docfa per dichiarare una nuova situazione dell’immobile o per correggere un proprio errore, la nuova rendita catastale produce effetti dall’anno successivo all’annotazione in Catasto. Per le annualità anteriori vale la rendita allora iscritta e l’IMU di quegli anni si calcola su quella.
=> Ricalcolo rendita catastale e riclassamento d'ufficio
L’efficacia retroattiva scatta invece quando la modifica corregge un errore del Catasto, evidente e riconosciuto dallo stesso ufficio. Stesso discorso se la Docfa ha regolarizzato lavori o elementi già esistenti negli anni accertati.
Accertamento IMU sugli anni precedenti, quando è legittimo
Il Comune può notificare l’avviso di accertamento IMU entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il versamento andava effettuato. Gli anni che le sono stati contestati rientrano quindi nel termine di decadenza, e su questo non c’è margine. Diverso è tuttavia il merito.
Il fatto che l’accertamento sia tempestivo non lo rende sempre fondato: se la pretesa nasce dall’applicazione retroattiva della nuova rendita basata su una nuova condizione dell’immobile – e non da un errore del Catasto o da elementi già esistenti ma non valutati in passato – ha argomenti solidi per una contestazione, sanzioni e interessi inclusi.
Come contestare l’accertamento IMU
Per la contestazione dell’accertamento IMU ha due strade. Può presentare al Comune un’istanza di riesame in autotutela, segnalando l’errore e chiedendo l’annullamento dell’atto: è gratuita e veloce ma l’amministrazione non è obbligata a rispondere e la sua presentazione non sospende i termini per il ricorso. Può inoltre, o in alternativa, impugnare l’avviso davanti alla Corte di Giustizia Tributaria entro 60 giorni dalla notifica.
Attenzione al pagamento: l’avviso di accertamento dei tributi locali è anche titolo esecutivo, quindi i termini decorrono. Il ricorso non sospende in automatico la riscossione; tuttavia, insieme può chiedere al giudice la sospensione dell’atto se dal pagamento immediato deriva un danno grave.
Valuti con un professionista se versare nelle more, chiedere la sospensione o una rateizzazione: vista la posta in gioco e i 60 giorni a disposizione, far esaminare l’atto a un tributarista è la mossa più prudente prima di decidere.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz