Il DPCM 10 giugno 2026 sugli incentivi automotive è stato pubblicato sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 26 giugno. Il provvedimento ripartisce 1,343 miliardi di euro del Fondo automotive per gli anni dal 2026 al 2030, oltre ai residui del 2025, tra sostegno alla filiera industriale e contributi alla domanda. Oltre il 70% va a ricerca, innovazione e investimenti delle imprese, il resto a veicoli commerciali, moto, retrofit a gas, colonnine domestiche e a un programma sperimentale di noleggio sociale.
In sintesi:
- il DPCM 10 giugno 2026 modula le risorse del Fondo automotive istituito dall’art. 22 del DL n. 17 del 2022;
- la dotazione complessiva è di 1,343 miliardi di euro per il periodo 2026-2030, più i residui 2025;
- oltre il 70% finanzia la filiera con Accordi per l’innovazione e Mini Contratti di sviluppo;
- gli eco-incentivi riguardano veicoli commerciali, moto elettriche, retrofit a gas, ricarica domestica e noleggio sociale;
- in riferimento agli Accordi per l’innovazione, lo sportello apre il 25 novembre 2026.
Risorse al Fondo Automotive per imprese e filiera
Il DPCM 10 giugno 2026 destina 1,343 miliardi di euro alle imprese della filiera auto e ai contributi all’acquisto, modulando le risorse del Fondo Automotive istituito dall’art. 22 del decreto legge 1° marzo 2022, n. 17, per le annualità dal 2026 al 2030, insieme ai residui non utilizzati del 2025.
Il decreto individua sei finalità di spesa: il sostegno agli investimenti della filiera, i contributi per i veicoli commerciali nuovi a basse emissioni, quelli per le moto e i quadricicli elettrici, l’installazione di impianti a gas sulle auto già circolanti, l’acquisto di colonnine di ricarica domestiche e un programma sperimentale di noleggio a lungo termine sociale.
Alla dotazione dovrebbero aggiungersi a luglio i 251 milioni temporaneamente sottratti per la copertura del decreto carburanti, secondo l’impegno assunto dal MIMIT con il MEF.
Oltre il 70% alle imprese della filiera
La quota più ampia del Fondo, vicina al miliardo di euro, finanzia investimenti, ricerca e innovazione della filiera attraverso due strumenti.
Gli Accordi per l’innovazione Automotive hanno una dotazione complessiva di 631,02 milioni di euro per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con apertura dello sportello dal 25 novembre 2026.
I Mini Contratti di sviluppo contano su 100 milioni di residui 2025 e su ulteriori stanziamenti fino al 2030, e finanziano programmi di investimento delle imprese della filiera di dimensione inferiore a 20 milioni di euro, una soglia pensata per le PMI della componentistica. A questi si affiancano i Contratti di sviluppo per le filiere strategiche per gli investimenti di taglia maggiore.
I contributi per i veicoli commerciali alle PMI
Alle PMI dell’Autotrasporto in conto proprio o conto terzi spetta un contributo per acquisto di veicoli nuovi N1 e N2, modulato per massa e alimentazione fino a un massimo di 20.000 euro per i mezzi elettrici e a idrogeno con rottamazione. La misura vale dall’entrata in vigore del decreto fino al 31 marzo 2030, con 180 milioni complessivi e una quota del 40% riservata ai veicoli a zero emissioni.
Il contributo è erogato come sconto in fattura dal concessionario, che lo recupera in credito d’imposta, con gestione affidata a Invitalia. È riconosciuto anche alle società di noleggio che acquistano il mezzo per una PMI di autotrasporto, con sconto obbligatorio ripartito sui canoni.
Moto, retrofit a gas, colonnine e noleggio sociale
La parte rivolta alla domanda dei privati e delle imprese si articola in quattro contributi.
- Per le moto e i quadricicli elettrici o ibridi delle categorie L, dal 1° gennaio 2027 spetta il 20% del prezzo fino a 2.000 euro, che salgono al 30% e a 3.000 euro con rottamazione di un veicolo fino a Euro 3.
- Il retrofit a gas riconosce 400 euro per gli impianti GPL e 800 per quelli a metano sulle auto M1 almeno Euro 3, aperto anche alle imprese.
- Per le colonnine di ricarica domestiche il contributo copre l’80% della spesa, fino a 1.500 euro per i privati e 8.000 per i condomini.
- Il noleggio sociale, sperimentale e gestito da ACI, è riservato alle persone fisiche con ISEE sotto i 30.000 euro per auto M1 Euro 6 fino a 135 grammi di CO2 per chilometro, con contratti di almeno 36 mesi.
Dagli eco-incentivi alla produzione industriale
Il DPCM conferma la nuova politica industriale per l’automotive avviata dal 2025: meno bonus generalizzati all’acquisto di auto private, che infatti scompaiono, e più risorse a ricerca, componentistica e capacità produttiva nazionale. La scelta risponde a una critica ricorrente agli incentivi alla domanda, che sostengono le immatricolazioni senza garantire ricadute industriali se i veicoli agevolati sono prodotti fuori dall’Europa. Il decreto orienta invece le risorse verso le imprese che investono in impianti, tecnologie e piattaforme produttive.
Il provvedimento si inserisce nel confronto UE sulla revisione delle regole CO2 e sull’Industrial Accelerator Act, dove l’Italia spinge per il principio del Made in Europe, già al centro del dibattito sui requisiti per gli incentivi ai veicoli elettrici.
Accordi per l’innovazione con sportello a novembre
Gli Accordi per l’innovazione Automotive hanno termini e modalità di accesso definiti: il decreto direttoriale MIMIT 17 settembre 2026 apre lo sportello dal 25 novembre, con compilazione delle domande disponibile dall’11 novembre. Il 40% delle risorse è riservato ai progetti realizzati interamente nel Mezzogiorno.
Per questa linea del Fondo Automotive le domande sono gestite da Mediocredito Centrale nell’ambito del Fondo per la crescita sostenibile. Per le altre agevolazioni previste dal DPCM valgono i rispettivi decreti e calendari di apertura.