Dal 2027 ogni pneumatico, mobile o capo tessile realizzato nell’Unione Europea dovrà essere accompagnato da una scheda digitale che ne racconta l’intera storia: materiali, provenienza, durabilità, riciclabilità. Si chiama Passaporto Digitale di Prodotto (DPP – Digital Product Passport) ed è uno degli strumenti cardine del Regolamento UE sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili. Bruxelles deve predisporre un atto delegato entro fine 2026. Per costruire le regole, dunque, la Commissione Europea ha avviato una consultazione tra le PMI.
Cos’è il Passaporto Digitale di Prodotto
Il DPP / PDP è una scheda digitale abbinata a ogni prodotto realizzato o immesso sul mercato dell’Unione Europea. Accessibile tramite QR code o altri sistemi, contiene le informazioni rilevanti sull’intero ciclo di vita del bene: da dove vengono i materiali, come è stato prodotto, quanto dura, come va smaltito o riciclato. I dati inseriti nel passaporto tracciano l’intera filiera e sono consultabili da consumatori, clienti, istituzioni e autorità di vigilanza.
Il Regolamento ESPR del 2024 stabilisce i principi generali ma lascia agli operatori economici la libertà di scegliere se archiviare i dati del DPP /PDP nei propri sistemi oppure affidarsi a fornitori terzi specializzati — una scelta che per le PMI ha implicazioni significative in termini di costi e competenze tecnologiche.
Le scadenze settoriali dal 2027 al 2029
L’entrata in vigore del DPP sarà scaglionata per settore. Le prime categorie obbligate, a partire dal 2027, sono pneumatici, mobili e tessili. Tra il 2028 e il 2029 seguiranno alluminio, acciaio, batterie ed elettronica. La timeline definitiva dipenderà dagli atti delegati che la Commissione si è impegnata a predisporre entro la fine del 2026 — e i cui contenuti saranno influenzati anche dalle risposte alle consultazioni in corso.
Il questionario per le PMI sul PDP
Accessibile tramite la rete Enterprise Europe Network, il sondaggio prevede come scadenza il 23 aprile: meno di una settimana, dunque, per far sentire la voce delle imprese italiane su uno strumento che ridisegnerà la tracciabilità di prodotto in tutta Europa.
Il questionario rivolto alle PMI è strutturato in una serie di domande che toccano tre aree principali. La prima descrive l’azienda e rileva se sta già sperimentando forme volontarie di DPP. La seconda entra nel merito della gestione dei dati: che requisiti dovrebbero avere i gestori del passaporto digitale in termini di cybersecurity, archiviazione e diffusione delle informazioni? Come dovrebbero essere tenuti a rispettare i vincoli normativi? La terza chiede alle imprese di stimare i costi e gli adempimenti aggiuntivi attesi con l’entrata in vigore della normativa, e di indicare le difficoltà tecnologiche e organizzative che prevedono.
Quella in corso è la seconda consultazione sul DPP/PDP avviata dalla Commissione. La prima, tra aprile e luglio 2025, era aperta a tutti — imprese, istituzioni, consumatori, associazioni, mondo accademico, enti di certificazione — e ha raccolto 275 risposte, più della metà da parte delle imprese. La Germania ha registrato la più alta partecipazione, seguita dal Belgio; l’Italia si è posizionata al terzo posto.
Come partecipare entro il 23 aprile
La survey è accessibile online tramite i portali delle associazioni partner della rete Enterprise Europe Network: tra le porte d’accesso italiane figurano Unioncamere e Innovhub (qui il link diretto). I contributi raccolti, insieme agli esiti delle consultazioni precedenti, saranno considerati dalla Commissione per predisporre i prossimi passaggi normativi, in primo luogo l’atto delegato che renderà operativo il Regolamento ESPR. La scadenza è il 23 aprile 2026.