Attuare una revisione della normativa sulla professione di agente immobiliare nel Ddl Concorrenza, al fine di assicurare più trasparenza per i consumatori e una maggiore preparazione degli addetti: questa la proposta della FIMAA, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, che ha avanzato alcune ipotesi di riforma in occasione dell’audizione di fronte alla Commissione Industria del Senato.
FIMAA Italia ha chiesto, per accedere alla professione di agente immobiliare, di attivare un idoneo percorso universitario e di formazione continua obbligatoria per mantenere l’abilitazione, prevedendo che nelle commissioni esaminatrici istituite presso le Camere di Commercio siano presenti almeno due agenti in attività con esperienza almeno quinquennale.
Questo, come ha sottolineato Maurizio Pezzetta, delegato di FIMAA Italia, per fare in modo che la valutazione degli aspiranti intermediari non sia solo teorica, ma aderente alle dinamiche operative del settore.
La FIMAA ha poi chiesto che l’incarico di agente immobiliare sia conferito obbligatoriamente in forma scritta: questo rappresenterebbe uno strumento concreto di contrasto all’abusivismo.
A creare oggi criticità, infine, è anche una previsione specifica relativa all’attività di mediazione:
I soggetti esercitanti l’attività di mediatore, già iscritti nella I e nella III sezione del REA devono potersi iscrivere automaticamente anche alla IV sezione, quella per gli ‘agenti in servizi vari’.
Al momento un agente immobiliare non può intermediare la cessione di quote o azioni societarie che hanno ad oggetto immobili o patrimoni immobiliari senza un ulteriore corso ed esame specifico.