A partire dal 29 agosto 2025, tutte le merci destinate agli Stati Uniti dovranno essere soggette al pagamento delle nuove tariffe doganali prima dell’arrivo sul territorio americano. La misura è stata introdotta con un decreto federale firmato il 30 luglio e segna una svolta nelle procedure di importazione, che fino ad oggi prevedevano una franchigia doganale fino a 800 dollari per singola spedizione.
Di conseguenza, diversi operatori come Poste Italiane hanno proceduto con la sospensione temporanea delle consegne per poter adeguare il prezzario non appena saranno più chiare tutte le regole da applicare, caso per caso.
Spedizioni USA: le novità dal 29 agosto
Le nuove regole prevedono che la tariffazione doganale scatti immediatamente per tutte le merci spedite dall’Europa agli USA, senza più franchigia sotto la soglia degli 800 dollari. Esclusi solo i regali di valore inferiore a 100 dollari e i beni personali fino a 200 dollari portati dai viaggiatori. Una modifica sostanziale che rischia di impattare in modo diretto sulle imprese esportatrici italiane, in particolare le PMI che utilizzano la spedizione postale come canale per l’e-commerce internazionale, ma anche i privati che acquistano o inviano prodotti oltreoceano.
Per i primi sei mesi sarà possibile applicare un regime transitorio, con importi fissi del dazio per categoria di prodotto:
- 80 dollari per le merci con aliquota fino al 16%,
- 160 dollari per le merci con aliquota tra 16% e 25%
- 200 dollari per le merci con aliquota oltre il 25%.
Una volta a regime il nuovo sistema, il calcolo dei dazi da applicare sarà effettuato come percentuale sul valore dichiarato della merce, in base al prodotto ed al Paese di origine.
La dogana americana ha pubblicato le specifiche tecniche soltanto lo scorso 15 agosto, lasciando agli operatori internazionali pochissimo tempo per adeguarsi. In assenza di deroghe o chiarimenti, il rischio concreto è una paralisi temporanea delle spedizioni.
Poste Italiane: quali spedizioni si fermano
Poste Italiane ha comunicato di essersi immediatamente attivata per garantire la continuità del servizio nel rispetto delle nuove normative USA ma allo stesso tempo ha sospeso l’accettazione delle spedizioni contenenti merci verso gli Stati Uniti dal 23 agosto.
Restano invece operative le spedizioni di corrispondenza senza merce e quelle gestite tramite il servizio Poste Delivery International Express (che segue un processo logistico differente e quindi non coinvolto dalle nuove disposizioni).
Impatto per imprese ed e-commerce
Le nuove procedure rappresentano una sfida per le PMI italiane che esportano negli Stati Uniti, soprattutto per le aziende attive nell’e-commerce e nelle spedizioni di piccolo valore. L’obbligo di pagamento dei dazi in anticipo aumenta i costi e la complessità amministrativa, incidendo sulla competitività dei prodotti italiani rispetto a quelli di altri mercati.
Le associazioni di categoria guardano con attenzione alle ricadute della misura, che potrebbe ridurre i margini di profitto delle imprese e rallentare la crescita del commercio digitale transatlantico.
Un ulteriore nodo è rappresentato dall’assenza di chiarimenti su eventuali modalità semplificate per le spedizioni di basso valore, che fino ad oggi beneficiavano della franchigia. Il Governo italiano e l’Unione europea stanno monitorando la situazione, mentre gli operatori postali internazionali attendono chiarimenti dalle autorità doganali USA.