Gli elenchi delle addizionali IRPEF per il 2025, dovuti a Regioni e Comuni, hanno subito un progressivo aggiornamento per adeguare le aliquote alla riforma dei tre scaglioni di reddito, conformandosi alle disposizioni che concedono aliquote differenziate oppure approvando un’aliquota unica. L’addizionale è l’imposta applicata al reddito imponibile dei contribuenti persone fisiche, calcolata in base alla residenza (escludendo i forfettari).
Sul sito del Dipartimento delle Finanze sono disponibili le tabelle aggiornate con le addizionali regionali da applicare al reddito complessivo al netto degli oneri deducibili. Per conoscere in dettaglio quelle di tutte le Regioni navigando per mappa, si può utilizzare anche l’apposito motore di ricerca regionale o per Comune.
Tra le regioni che hanno previsto nuove aliquote per le addizionali regionali 2025 all’IRPEF segnaliamo ad esempio Lombardia, Piemonte, Campania, Emilia Romagna e Toscana. Le prime ad adeguarsi alla riforma erano state, tra le altre, Sicilia e Lazio, che hanno invece mantenuto le medesime percentuali 2024.
Per gli anni di imposta 2025, 2026 e 2027, lo ricordiamo, gli Enti possono applicare aliquote differenziate per l’addizionale IRPEF sulla base degli scaglioni di reddito vigenti fino alla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio, quindi fino al 1° gennaio successivo.
Si tratta di un adempimento che, per l’anno 2025, doveva essere svolto entro il 15 aprile mentre per i prossimi anni 2026 e 2027 resta confermata come data ultima il 31 dicembre. La Manovra ha concesso in fase di avvio della riforma qualche mese aggiuntivo agli enti locali per adeguare la disciplina delle addizionali regionali e comunali alla nuova articolazione degli scaglioni IRPEF, differendo il termine per applicare le modifiche dal 31 dicembre 2024 al 15 aprile 2025 solo per l’anno in corso.