Guida SEO: ottimizzare per emergere

Ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) per posizionare un sito web nelle prime pagine dei risultati di Google: ecco tutte le regole da seguire.


Apparire con il proprio sito nei primi risultati delle SERP (Search Engine Result Page) di Google è fondamentale per ottenere visibilità presso gli utenti web che effettuano ricerche sul motore online. Diversamente, si rischia di finire cadere nell’oblio del Deep Web (risorse informative non segnalate dai motori di ricerca). Per posizionare il sito web nelle pagine dei risultati di Google, si ricorre dunque alle tecniche SEO (Search Engine Optimization), che ottimizzano sito e contenuti per incrementarne la visibilità agli “occhi” del motore, grazie alla pertinenza sulle chiavi di ricerca degli utenti.

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Mentre il Pay Per Click permette di posizionare un sito nelle prime pagine di Google, a “pari condizioni” rispetto ai competitor, con la SEO si devono considerare numerosi fattori, interni ed esterni alla propria realtà: in primis, la concorrenza. PMI.it ne ha parlato con Michele De Capitani autore del vademecum. I fattori che influenzano i risultati di un motore di ricerca sono:

  • ottimizzazione on page
  • fattori off page
  • infrastruttura tecnica

Ottimizzazione On Page

I contenuti di un sito o di una pagina web sono quelli che maggiormente ne influenzano il posizionamento: conoscerli e ottimizzarli con tecniche di SEO copywriting – scrittura orientata ai motori di ricerca – è il primo passo per posizionarsi. Title Tag (< title >): corrispondente al titolo della pagina/articolo, è l’elemento più importante a livello SEO, ripreso nelle SERP e dovrebbe contenere almeno due keywords (parole chiave) importanti ai fini della ricerca per parole chiave, così come anche il sottotitoloMeta description (< meta name=”description” content=”Descrizione…” / >): solo una descrizione personalizzata scongiura il rischio di essere scartati da Google per “rilevazione delle pagine duplicate” e solo se vi compare la parola chiave ricercata si verrà ripresi nelle SERP, persuadendo l’utente a cliccare. Url (indirizzo web delle pagine): indirizzi descrittivi sono interessanti – contenenti keyword rilevanti – tanto per  l’utente quanto per il motore di ricerca. H1 Tag (< h1 > ): costituisce il titolo del primo paragrafo, da utilizzare nelle intestazioni (header) per tutti i contenuti delle pagine. Corpo della pagina (< body >): è il tag che racchiude l’intero contenuto navigabile della pagina, in cui è importante che la keyword prescelta sia ripetuta almeno 3-4 volte (keywords density superiore al 2% ma senza esagerare) con buona distribuzione all’interno del testo e che siano presenti anchor link, che puntano ad altrettante pagine aventi lo stesso nome o contenenti parole chiave nella descrizione. Meta tag keywords, ormai in disuso ma da utilizzare sempre, con massimo 4-5 chiavi.

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Fattori Off Page

Indicatori esterni che il motore di ricerca utilizza per valutare “democraticamente” il sito Internet.Fra questi parametri Google elabora ad esempio: Link popularity, analisi quantitativa e qualitativa sui link di ritorno (backlinks) che ogni sito riceve dagli altri nel Web; la “forza” di un link è dunque dato da posizione, popolarità e pertinenza della pagina da cui arriva in link. Trust/Autorevolezza del dominio, determinata dalla vicinanza in termini di link a siti autorevoli (es.: governativi e universitari), dall’anzianità e dalla tematicità nel tempo. Attività sociale, l’interazione social influisce dal 3 al 8% sui risultati in SERP  e la personalizzazione dei risultati tramite cerchie di Google Plus amplifica l’effetto. Le attività off-site sono complesse da governare, richiedono tempistiche medio-lunghe e budget dedicati per agire in modo qualitativamente elevato.

lnfrastruttura

Fondamentali sono le performance dell’hosting, perché gli utenti si spazientiscono con tempi di caricamento lenti. Un servizio semi-professionale con server semi-dedicati ha costi anche minimi.

Landing Page

Elemento importante del sito è in infine la landing page (pagina di atterraggio”), su cui approda il visitatore dopo una ricerca per parola chiave, da link, banner e qualsiasi altra forma di call to action (cta) esterna alla pagina. In particolare per le campagne pubblicitarie o per le pagine e-commerce, se si applicano ulteriori accorgimenti si ottiene una killer landing page (pagina molto efficace):

  • immagini: in alto nella pagina insieme alle headlines per favorirne la visibilità immediata devono richiamare direttamente l’oggetto del contenuto o essere associate ad un reale/presunto bisogno de visitatore.
  • form di accesso: per fidelizzare il cliente è utile proporre una registrazione gratuita a risorse (newsletter, articoli, white paper), così da stimolare il ritorno sul sito.
  • titolo: di lunghezza media e ben tematizzato con keyword

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Infine una raccomandazione: i motori di ricerca non amano le pagine sovra-ottimizzate: si rischia l’effetto boomerang con possibili e pesanti penalizzazioni.

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