Commercio elettronico: le regole da seguire

Disamina delle norme che regolano l'e-Commerce in Italia, alla luce delle rdirettive comunitarie. Obblighi, deroghe, casi speciali

Il commercio elettronico comprende un’ampia gamma di servizi forniti online: dallo scambio di dati e informazioni alla negoziazione e conclusione di contratti, oltre alle classica transazione a saldo di prodotti e servizi acquistati che, in caso di vendita di beni immateriali, ne includono la consegna. Elemento comune ad ogni operazione, la rete web.

Il decreto legislativo n. 70/2003, recepisce in Italia la direttiva comunitaria n. 2000/31/CE. In base alla definizione fornita dall’art. 2 – nonché da quanto indicato nell’art. 1 della legge n. 317/1986 e successive modifiche – ne sono oggetto, in sostanza, i servizi prestati a distanza per via elettronica, mediante apparecchiature di elaborazione e memorizzazione dati.

Inoltre, tale definizione è integrata dalla direttiva 2000/31/CE, che vi include la trasmissione di informazioni su rete di comunicazione, la fornitura di accesso a una rete di comunicazione, lo stoccaggio di informazioni e i servizi trasmessi da punto a punto (come ad esempio, la trasmissione di video a richiesta).

Sono esclusi, invece, l’impiego della posta elettronica o l’utilizzo di altre comunicazioni individuali da parte di persone fisiche che operano al di fuori della loro attività commerciale, imprenditoriale o professionale, anche se usate per concludere contratti tra tali persone (consumer to consumer). Una particolare regolamentazione viene prevista per le libere professioni.

Il decreto ha come scopo quello di promuovere la libera circolazione dei servizi. Come? Attraverso due strumenti, o meglio principi:

  1. paese d’origine
  2. assenza di autorizzazioni preventive

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