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BSA: meno pirateria, più PIL

di Tullio Matteo Fanti

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Una riduzione rapida e decisa del tasso di pirateria nazionale offrirebbe decisi impulsi positivi al nostro sistema economico: un -10% in 2 anni comporterebbe un incremento del 37% nel PIL e nell'Erario

Con la ricerca “The Economic Benefits of Reducing Software Piracy” condotta da IDC, la Business Software Alliance (BSA) mostra concretamente i benefici della lotta alla pirateria sull’intero sistema economico. Ridurre la pirateria software crea infatti un effetto domino sull’intero sistema, alimentando nuovi investimenti nella distribuzione e nei servizi collegati all’IT . E più la riduzione nel tasso di pirateria risulta rapido, più le ripercussioni sull’economia risultano benefiche.

Una riduzione di soli 4 punti percentuali in 4 anni creerebbe secondo IDC ben 7.538 nuovi posti di lavoro nelle nuove tecnologie, circa 3.637 milioni di euro in termini di nuovi volumi d’affari sviluppati ed entro il 2013 oltre 1.245 milioni di euro di ulteriori entrate fiscali, di cui l’80% rimarrebbe all’interno dell’economia nazionale. Se la stessa riduzione avvenisse invece in tempi più rapidi, ad esempio nell’arco di soli 2 anni, l’impulso per il sistema economico complessivo si tradurrebbe in un incremento del 37% sia del PIL che dell’Erario.

«Ridurre la pirateria informatica è una grande opportunità per offrire nuovi impulsi positivi al nostro sistema economico, il quale – come sappiamo – in questo momento non potrà che trarne grande beneficio», è il commento di Luca Marinelli, Presidente di BSA Italia. «L’impatto della pirateria si amplia ben al di là del semplice bacino delle società software vendor, danneggiando pesantemente i distributori local e i service provider e sottraendo loro investimenti in grado di generare nuova occupazione, entrate fiscali e benefici per lo sviluppo economico complessivo del sistema».

A livello globale, un -10% in 4 anni genererebbe nelle 42 nazioni oggetto dello studio quasi 100 miliardi di euro in attività economiche incrementali, con la creazione di circa 500.000 nuovi posti di lavoro ad elevata qualificazione e oltre 22 miliardi di euro di nuove entrate per i sistemi fiscali delle rispettive nazioni interessate. In soli 2 anni, verrebbero generati entro il 2013 quasi 135 miliardi di euro in attività economiche incrementali e 30 in termini di nuove entrate fiscali.

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