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Chiuso Megaupload: le ricadute sul mondo aziendale

di Giacomo Dotta

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Chiuso il servizio di storage Megaupload, una delle risorse che consumava più traffico ... anche nelle realtà aziendali, più di Dropbox.

Bloccato dall’FBI il sito che, da solo, macinava il 4% dell’intero traffico Web in tutto il mondo: Megaupload. Agli arresti il fondatore ed il suo team con accuse pesanti a cui far fronte: pirateria, violazione di copyright ed altre imputazioni legate alla distribuzione di materiale illegale conservato sui server del gruppo.

La vicenda non riguarda solo gli utenti consumer: a quanto pare anche in molte aziende si scaricava da Megaupload, Megavideo e siti gemelli (e molto)! Ed anche in Italia, ora, potrebbero essere coinvolte alcune realtà.

Secondo quanto riferito dalla Palo Alto Networks, i dati relativi al traffico su 1636 aziende USA monitorate negli ultimi mesi indicano come il 57% delle aziende facesse in qualche modo uso di Megaupload, e che uno strumento utile e più prettamente business come Dropbox fosse invece utilizzato nel 76% dei casi. In termini di utilizzo della banda, però, i ruoli si invertono: Dopbox scala in seconda posizione con 17,573 GB contro gli oltre 20GB veicolati da Megaupload.

Occorre peraltro ricordare come il servizio di storage di Megaupload potesse essere utilizzato anche per finalità lecite e che in molti casi l’utenza si è trovata pertanto privata di file regolarmente detenuti sui server impegnati.

Eventuali realtà aziendali che avessero (ingenuamente?) scelto Megaupload per il proprio storage potrebbero ora trovarsi in difficoltà: le prime critiche stanno prendendo il largo in queste ore, pur eclissate dal grande bailamme generato dall’affossamento del sito e dalle relative vendette degli Anonymous.

Log, IP e dati personali archiviati sui server Megaupload sono ora in mano all’FBI, da cui potrebbero giungere segnalazioni alle singole autorità nazionali: chi avesse scaricato o caricato materiale illecito presso la propria azienda potrebbe pertanto potenzialmente trovarsi con un problema ulteriore a cui far fronte: di qui la necessità di policy aziendali precise e ben progettate, affinché l’apertura di accesso al Web ed alle sue potenzialità possa essere ben bilanciato da un comportamento lineare e senza ombre.