Il futuro del lavoro: le prospettive tra IA e nuove professioni

di Gianluca Spolverato

28 Luglio 2025 12:38

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L’uso dell’IA sta cambiando l’organizzazione del lavoro, creando opportunità e sollevando nuove questioni etiche

Nel corso degli ultimi anni, l’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più pervasivo nel mondo del lavoro grazie alle molteplici opportunità che offre.

L’utilizzo di algoritmi sempre più efficienti apre alle imprese nuovi modi di pensare l’organizzazione, insieme, però, alla discussione sugli obblighi etici legati all’IA.

Convivere per l’innovazione

La comunità scientifica definisce l’intelligenza artificiale come “una disciplina scientifica che mira a definire e sviluppare programmi e macchine (software e/o hardware) che mostrano un comportamento intelligente come se fosse esibito da un essere umano” (F. Rossi, 2019).

Gli studi, però, ci dicono anche che “l’IA scinde la risoluzione efficace dei problemi e l’esecuzione corretta dei compiti dal comportamento intelligente” (Floridi, 2022) ed è proprio qui che possiamo vedere dove risiede la chiave strategica nel cambiamento.

Intelligenza generativa e intelligenza umana non devono essere considerate sostitutive, bensì complementari.

Se utilizzata in modo strategico, l’IA diventa una leva trasformativa per le aziende: può automatizzare compiti ripetitivi, analizzare grandi volumi di dati in tempo reale e supportare i processi decisionali.

Trovando il giusto equilibrio fra automazione, creatività e responsabilità, possiamo aumentare l’efficienza dell’organizzazione e rispondere in modo più rapido ai cambiamenti.

Le sfide etiche dell’intelligenza artificiale

Accanto alle opportunità di carattere organizzativo, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale presenta anche delle sfide dal punto di vista etico.

Tra i punti critici che vengono sollevati, ci sono i rischi legati alla discriminazione e quelli relativi a privacy e tutela dei dati.

Nel primo caso ci riferiamo al problema della lettura dei dati senza mediazione umana. Soprattutto nell’ambito della selezione del personale, i sistemi automatizzati che si servono dell’intelligenza artificiale corrono il rischio di escludere dei gruppi a causa di pregiudizi presenti nei dati.

Il secondo nodo critico ci spinge a riflettere su come il materiale generato dalle IA si lega al diritto d’autore e alla sua tutela, ma ci fa pensare anche alla protezione delle informazioni personali, utilizzate come fonti nell’elaborazione dei modelli.

In questo contesto, quindi, diventa fondamentale trovare il giusto approccio all’utilizzo di queste nuove tecnologie.

Analizzare in modo accurato le sfide associate all’IA ci permette di avere una maggiore consapevolezza sia delle opportunità che dei rischi, in modo tale da indirizzare correttamente il cambio di prospettiva sulla gestione del lavoro.

Tecnologia e consapevolezza: l’equilibrio per il futuro del lavoro

Per affrontare al meglio le sfide che le nuove tecnologie ci mettono di fronte è fondamentale avere una mentalità aperta, tenendo sempre presente la strategia a lungo termine dell’azienda.

Alimentiamo sì la cultura tecnologica, ponendo però alla base formazione, consapevolezza e un codice di comportamento condiviso.

Senza una corretta implementazione, i modelli di intelligenza artificiale applicati all’interno delle aziende commettono errori. Se è vero che questi sistemi possono prendere decisioni in autonomia, è altrettanto vero che senza l’intervento umano non è possibile garantire che queste scelte non violino delle norme o che non siano compromessi da pregiudizi.

In questo senso, possiamo dire che queste nuove tecnologie influenzano aspetti che non sono solamente tecnici, ma anche giuridici e sociali, di cui è importante tenere in considerazione al momento dell’adeguamento dell’organizzazione alle richieste esterne.