Rientro cervelli: quali scadenze per la tassazione agevolata degli impatriati?

Risposta di Barbara Weisz

30 Settembre 2025 10:17

Domenico chiede:

Ho un figlio, dopo aver lavorato tre anni in Germania è rientrato da poco in Italia. Per accedere alla fiscalità agevolata per il rientro dei cervelli entro quanto tempo può fare la domanda?

Per utilizzare il trattamento fiscale agevolato rivolto ai lavoratori impatriati non è necessario presentare domanda. La legge che lo ha istituito, ovvero l’articolo 5 del Dlgs 209/2023, non lo prevede e l’opzione si esercita direttamente in dichiarazione dei redditi.

Le precedenti disposizioni, ora sostituite dalle novità in materia introdotte dall’ultima Riforma Fiscale, prevedevano che i dipendenti dovessero, in caso di scelta del regime agevolato per il rientro dei cervelli, presentare richiesta al datore di lavoro. Per gli autonomi, invece, anche con  le vecchie regole l’opzione si esercitava direttamente in dichiarazione dei redditi.

Quindi, se suo figlio è un lavoratore autonomo il problema comunque on sussiste, nel senso che per questa tipologia di professione non c’è mai stata la necessità di presentare domanda. Se il trasferimento è avvenuto nel 2025, applicherà il regime fiscale direttamente in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi 2026. Nel caso in cui sia un lavoratore dipendente, la legislazione primaria non indica questa necessità e non rimanda a provvedimenti attuativi per l’attuazione delle regole.

La formulazione lascia quindi intendere che il regime sia automatico in presenza dei requisiti, e che lo si applichi direttamente in dichiarazione. Le propongo, in rafforzamento di questa tesi, una sentenza di Cassazione, 15234/2025, che si riferisce a un’analoga agevolazione riservata a docenti e ricercatori, che indica il diritto a utilizzare l’agevolazione anche in mancanza di domanda al datore di lavoro, chiedendo a rimborso in dichiarazione le tasse pagate in eccesso.

E’ vero però che il datore di lavoro, come sostituto d’imposta, va necessariamente informato della scelta del dipendente di utilizzare l’agevolazione fiscale. Quindi mi pare che la cosa migliore sia accordarsi con l’azienda, che senz’altro avrà adottato una specifica prassi in materia. Il tutto, tenendo comunque presente che il datore di lavoro non può negare l’applicazione del regime, essendo previsto per legge.

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Risposta di Barbara Weisz