Google-Microsoft, la lotta si estende ai sistemi operativi

di Patrizia Godi

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Arriverà nel 2010 e sarà gratuito il nuovo Chrome di Google, che punta a spingere gli utenti verso i propri servizi online. Microsoft risponde mettendo Office sul Web e rendendo l'utilizzo libero a tutti

Entro la metà del 2010 Google metterà sul mercato il suo primo sistema operativo, che si chiamerà Chrome, come il browser disponibile già da tempo. Si tratta di un software pensato anzitutto per operare su Internet e quindi, almeno in un primo momento, sarà indirizzato essenzialmente ai netbook, macchine nate proprio con l’obiettivo di facilitare l’accesso online sempre e dovunque.

Google afferma che il suo progetto ha riscosso successo presso i vendor di computer e aziende del calibro di Acer, Asus, Freescale, Hewlett-Packard, Lenovo e Toshiba stanno già lavorando al suo fianco per realizzare netbook con a bordo il nuovo sistema operativo e che dovrebbero essere in commercio la prossima estate. Ma quale impatto potrà avere sul mondo dell’informatica l’arrivo del nuovo sistema operativo?

Pur se non espressamente dichiarato, l’obiettivo di Google è chiaramente di contrastare Microsoft: Windows gestisce il funzionamento di circa il 90% dei personal computer presenti oggi nel mondo e rappresenta la principale fonte di profitto per la società creata da Bill Gates.

Oltre al mero fatturato derivante dalla vendita, avere il proprio sistema operativo montato su un computer offre una serie di vantaggi, che possono essere fonte di ulteriori business. Per esempio, ogni desktop Windows è fornito con un
invito (che a volte è una vera necessità) di installare altri software e servizi di Microsoft.

Ed è proprio a questo che sembra mirare Google, che ha la chiara ambizione di produrre revenue attraverso i suoi numerosi servizi online per l’organizzazione e la gestione delle informazioni. D’altro canto, la maggior parte delle persone considera il computer causa di frequenti frustrazioni – dal tempo necessario per l’avvio ai conflitti software, per non parlare delle preoccupazioni per virus e malware (o, come accade con i prodotti Apple, del costo di acquisto).

Grazie al suo nuovo sistema operativo, Google promette di mettere fine a questo stato di cose, riportando il desktop computing ai suoi rifermenti di base: il Pc non dovrà più farsi carico della gestione di pesanti applicazioni, che verranno invece eseguite dal browser e saranno ospitate all’interno di un’enorme server farm della stessa Google. Va da sé che ciò comporta requisiti hardware più limitati, con consumi e costi più contenuti

Più che sullo scontro tecnologico Windows-Chrome, l’arrivo del nuovo sistema operativo di Google sembra spostare il conflitto sul versante modello di business. Microsoft basa il suo fatturato sul pagamento di una tariffa una tantum per il suo sistema operativo, che è stimato essere attorno ai 20 dollari Windows XP e attorno ai 150 dollari per Windows Vista (e il futuro Windows 7, in vendita dal 22 ottobre).

Dal canto suo, Google sembra invece intenzionata a rendere disponibile gratuitamente Chrome. La società intende consentire un veloce accesso online, lasciando il maggior tempo possibile per accedere a servizi come la ricerca su Internet, la gestione della posta elettronica, il social networking, la condivisione di foto, il word processing e la visione di film (su YouTube).

Il nuovo sistema operativo aggiunge un altro tassello alla strategia che va sotto il nome di “Google everywhere”. I presupposti sono sicuramente interessanti, c’è però da verificare un importante aspetto, il grado di accettazione degli utenti.

Il browser Chrome è un ottimo prodotto e, secondo una serie di benchmark, è il più veloce tra quelli oggi disponibili. Però la sua share si aggira attorno all’1,2%. Una performance simile la sta ottenendo Android, il sistema operativo che Google propone per gli smartphone e che attualmente è disponibile solo su un numero limitatissimo di prodotti. Per altro, già Android potrebbe essere un concorrente di Chrome visto che alcuni costruttori, Acer in testa, sembrano intenzionati a montarlo anche sui netbook.

Infine va considerato che i servizi per la produttività individuale proposti da Google, come il word processor e lo spreadsheet, che hanno appena terminato una lunga fase di beta testing, si troveranno a dover competere con la nuova proposta Microsoft, che prevede l’accesso gratuito a una nuova versione del prossimo Office 2010 studiata appositamente per la fruizione via Web.