Social network, grandi manovre a Wall Street

di Barbara Weisz

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Il settore debutta con il botto, boom del 30% per la cinese Renren. Intanto Linkedin sceglie il Nyse, mentre Facebook e Google si contendono Skype.

È l’ora dei social network a Wall Street. E se la Cina si è aggiudicata il primo debutto di una società del settore sul listino newyorchese, Renren, che ieri ha esordito con un botto del 30%, gli Usa non stanno a guardare. Nei prossimi mesi arriverà Linkedin, che sempre ieri ha depositato un file alla Sec annunciando che l’ipo avverrà sul Nyse (non sul Nasdaq).

Tempi più lunghi invece per Facebook, che resta attesa per il 2012, ma che nel frattempo macina utili: nei giorni scorsi il Wall Street Journal ha parlato di un Ebitda 2011 atteso a due miliardi di dollari. E non è tutto: sul mercato ci sono voci di un interesse di due big di Internet, la stessa Facebook e Google, per Skype, che aveva a sua volta previsto l’ingresso sul mercato azionario nella seconda metà dell’anno ma che potrebbe aver cambiato i suoi piani. Come si vede, una girandola di notizie nel giro di pochissimi giorni che la dice lunga sull’interesse del mercato per il settore.

Iniziamo dalla ipo cinese a New York: Renren, con sede a Pechino, nel paese asiatico è il primo social network per diffusione. Ha venduto 53,1 milioni di azioni a 14 dollari l’una, il prezzo più alto previsto dalla forchetta iniziale, per un valore dell’ipo di 743,4 milioni di dollari.

Ieri, primo giorno di contrattazioni a Wall Street, ha chiuso a 18,1, con un boom del 28,6% a quota 18,01, dopo aver toccato nel corso della seduta un livello di 24 dollari. Come si dice in questi casi, un debutto con il botto, che assume una particolare rilevanza perchè rappresenta il primo banco di prova di un social netowrk.

E naturalmente sono già partiti i calcoli e le stime del caso. Secondo il Financial Times il valore post ipo di Renren è calcolabile in 7,5 miliardi. Che significa 100 volte il fatturato dell’anno scorso (76,5 milioni di dollari). Una valutazione proporzionalmente più alta di quella di Facebook. In termine assoluti, il primato spetta alla società di Mark Zuckberger, che secondo le valutazioni di fine marzo era a quota 65 miliardi, cifra che però corrisponde a 32 volte il fatturato 2010, stimato in 2 miliardi.

Ma in realtà la valutazione di Facebook sta rapidamente salendo: secondo il Wall Street Journal, nel 2011 i margini potrebbero raggiungere i due miliardi di dollari. Un tasso di crescita che in caso di ipo potrebbe portare la valutazione intorno a quota 100 miliardi di dollari. Quasi inutile sottolineare che si tratta di cifre da capogiro.

A ulteriore testimonianza dell’effervescenza intorno al settore, l’ipo di Linkedin. Era stata già annunciata, e ora i tempi si accorciano, visto che il social network orientato al segmento professionale ha depositato il file di quotazione. E ha deciso di sbarcare non sul listino tencologico, il Nasdaq, ma sul Nyse (come Renren). Del resto, su listino di Wall Street sono quotati big delle tencologie come Microsoft, Google, Intel. Secondo i piani annunciati a gennaio, Linkedin si aspetta di raccogliere con l’ipo una cifra intorno ai 175 milioni di euro.

Chi invece sembra intenzionata a rinviare il progetto di quotazione è Skype. Secondo indiscrezioni, la società telefonica attiva su internet avrebbe avviato trattative con Google e con Facebook. Dall’ipo, l’azienda secondo le stime avrebbe potuto raccogliere circa un miliardo di dollari, ma ci sono fonti secondo cui un accordo di vendita potrebbe arrivare a 3-4 miliardi. Il board starebbe quindi valutando quale possa essere la strada maggiormente conveniente. La società è già stata scottata negli anni scorsi da un matromonio che non ha funzionato, quello con eBay. Dopo l’acquisto, nel 2005, il gruppo delle oste online ha venduto il 70% dell’azienda telefonica nel 2009 a un gruppo di investitori per 1,9 miliardi di dollari, tenenedosi circa un terzo del capitale.

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